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Biodigestore all’interno dell’ex Acna: c’è chi dice no!

L’ipotesi di costruire un impianto per trasformare i rifiuti in bio-olio all’interno dell’ex sito Acna ha generato non poche polemiche e perplessità. La proposta è stata avanzata dalla Syndial, la società controllata Eni che ad oggi si sta occupando della bonifica del sito nel corso della tavola rotonda organizzata la scorsa settimana dal  comune di Cengio. L’ipotesi è stata prospettata dell’ing. Luigi Volpe, responsabile opportunity development di Syndial, che ha prospettato la possibilità di realizzare un impianto “waste to fuel”, in pratica un centro di raccolta e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani per la loro trasformazione in bio-olio, con annessa centrale fotovoltaica per la produzione dell’energia necessaria. In una nota ufficiale il gruppo di minoranza “Legati a Cengio” commenta come: «L’idea di riqualificazione del sito mediante la realizzazione di un parco fotovoltaico che tombi le aree attualmente oggetto di intervento di messa in sicurezza (settore A1) e di un impianto denominato “Waste to fuel” finalizzato a trattare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) in bio olio e bio metano rappresenta sicuramente una opportunità di business per Sindyal ovviamente. Pochi posti di lavoro in cambio di una nuova immagine di degrado ambientale. Siamo forse tornati all’epoca del RE SOL, pronti a subire da chi ha inquinato per anni con l’unica ottica di favorire l’arricchimento di chi per anni ha sfruttato un territorio? Perché di territorio occorre parlare, di legami tra comuni e non di un comune soltanto che vuole decidere il destino di una valle. Il traffico veicolare pesante (80.000-100.000 tonnellate anno) che attraversa un comune senza infrastrutture ; l’aumento del valore immobiliare per i miasmi; l’immagine di una valle sempre più green?. Anni di percorso difficile per ritrovare un equilibrio socio-economico meritano molto di più da chi ha la responsabilità di ciò che è accaduto sino agli anni novanta. La sicurezza ambientale, una riqualificazione condivisa con il territorio e innovativa che escluda l’inserimento di nuovi elementi di degrado ambientale, sono i requisiti minimi da pretendere». Concludono dal gruppo “Legati a Cengio” . Altrettanto critico il consigliere regionale Pd Mauro Righello: «. Le questioni aperte sono: la messa in sicurezza della bonifica; il sistema di controllo trasparente della stessa; la presenza certa del gruppo ENI nel sito, che ha fatto in quasi cento anni di attività la vita ed il reddito di tanti occupati e contestualmente ( non essendo in vigore sino agli anni ’70 ed ‘ 80 una legislazione idonea in temi ambientali) i danni all’ambiente che ben conosciamo; la gestione del depuratore a cui conferiscono i liquami urbani degli abitati di Cengio, Millesimo, Roccavignale e parte di Cosseria. Resta inoltre pendente la pratica del danno ambientale territoriale decisa a suo tempo dal Ministero dell’ambiente, a cui va dato seguito con una intesa transattiva concertata con i comuni». Infine il gruppo consiliare di minoranza di Millesimo “Diventiamo Sindaco “ preoccupato degli scenari futuri che si stanno delineando senza il coinvolgimento dell’ Amministrazione millesimese ha presentato un’interrogazione in cui chiede: « Quale posizione l’Amministrazione Comunale intenzione adottare nel breve periodo in merito possibili riutilizzi delle Aree Ex-Acna, prospettati nel corso della “tavola rotonda Cengese”».

 

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