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Basta incidenti mortali sul lavoro: urgenti maggiori controlli, più formazione e informazione

Continua ad allungarsi la tragica lista di lavoratori che hanno perso la vita durante lo svolgimento delle loro mansioni. Il nome che aggiorna un elenco di 364 incidenti mortali, di cui 42 in agricoltura, avvenuti a far data dal primo gennaio 2022 è quello di Dendele Moussa, 31 anni, originario del Mali. L’uomo, sposato e padre di due figli in tenera età, ha perso tragicamente la vita domenica 10 luglio nella stalla in cui stava lavorando per le conseguenze fatali di un trauma cranico prodotto da un macchinario che lo ha violentemente colpito al capo. Sull’episodio, avvenuto in frazione San Firmino di Revello (CN) stanno ora indagando le forze dell’ordine per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente.

“Il lavoro – commenta il segretario Cuneo Asti e Piemonte di Uila Alberto Battaglino – non può essere causa di morte. Purtroppo quella della sicurezza sul posto di lavoro è ancora una battaglia da vincere. I primi passi che dovranno essere compiuti nella direzione di ridurre l’impatto degli eventi avversi sono quelli di fare molto di più sui versanti della prevenzione e della formazione. Nel primo caso bisogna che sia incrementato il livello dei controlli da parte degli Enti preposti  adeguandone il personale, le risorse e le dotazioni tecniche. Allo stesso modo tutti i protagonisti del mondo del lavoro, compreso il Sindacato, dovranno fare in modo che ai lavoratori venga dispensata una formazione in materia di sicurezza sul lavoro seria, esaustiva e adeguata per affrontare in modo il più sicuro possibile le mansioni affidate. Una formazione che dovrà avere inizio contestualmente all’assunzione.  In questo momento il Piemonte occupa in Italia il sesto posto, insieme con il Lazio, nella classifica degli incidenti con esisto mortale”.

Sulla base di queste due premesse l’Europa ha lanciato il progetto “Obiettivo zero morti sul lavoro entro il 2030. Se non si inverte la rotta, altri 30mila lavoratori europei perderanno la vita nel corso del prossimo decennio. Un obiettivo che rischia di essere utopistico pensando alle 500mila ispezioni in meno in materia di sicurezza sul posto di lavoro che non sono state eseguite rispetto al decennio scorso.

” Zero Morti Sul Lavoro è la battaglia che la Uil sta portando avanti con decisione anche sui tavoli istituzionali,  a partire dall’ottobre 2021 quando la campagna ha preso ufficialmente il via da Perugia. Non sono più accettabili – conclude Alberto Battaglino – compromessi sulla sicurezza sul lavoro, sulla pelle di chi lavora, sulla difesa della salute di chi rischia ogni giorno. Tutto il nostro sindacato, Uila in primis è mobilitato con iniziative sul territorio e nei luoghi di lavoro che mettano al centro dell’azione sindacale l’obiettivo Zero morti sul lavoro”.

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