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Basta cani alla catena in Piemonte: se ne discute in Consiglio Regionale

Basta cani alla catena in Piemonte. Abbiamo portato la questione più volte all’attenzione del Consiglio Regionale cercando di ottenere quanto già previsto in diverse regioni d’Italia e quanto richiesto da numerose associazioni che da anni si battono per modificare una vecchia norma datata 1993 che permette di utilizzare le catene per contenere cani e animali d’affezione anche per tutta la vita.

La maggioranza di destra aveva già inaspettatamente bocciato un nostro emendamento sul merito, sconfessando fra l’altro il parere espresso dalla giunta. Casus belli i pericolosi cani maremmani che, a detta di alcuni esponenti leghisti, se liberati avrebbero azzannato frotte di turisti in montagna. Peccato che i questi cani da guardiania siano già attualmente tenuti liberi dalla catena. Altrimenti come potrebbero controllare e proteggere il gregge?  L’emendamento avrebbe fra l’altro anticipato quanto già contenuto nella proposta di legge a prima firma Francesca Frediani sulla tutela degli animali da affezione; PDL che aveva già ottenuto il via libera dalla Giunta ma che non è ancora stata discussa in Aula.

La questione è quindi tutt’altro che chiusa. Il presidente Cirio ieri ha incontrato la delegazione di animalisti promotrice di una raccolta firme che chiede l’abolizione della catena e si è detto disponibile a discutere quella che reputa una “richiesta di buon senso”. Ma la sua maggioranza in Consiglio continua a fare melina e a trascinare i lavori del tavolo informale.

Se la linea tracciata è questa chiediamo di portare in aula quanto prima la nostra proposta  di legge perché la detenzione a catena è una crudele forma di maltrattamento che deve essere abolita e la normativa regionale sugli animali da affezione necessita di un aggiornamento in linea con le nuove sensibilità espresse anche a livello europeo.

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