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Basket Under 19: Niente semifinale per l’Olimpo nonostante l’ottima prova contro Oasi

L’Olimpo Basket targato Italiana Assicurazioni vede sfumare le speranze di qualificarsi alle semifinali Under 19 Gold, pur dopo un’ottima prova interna contro Oasi. La fortuna guarda solo in casa avversaria, mentre i biancorossi vengono sia falcidiati dagli infortuni, sia beffati dall’andamento del match. Nonostante le oggettive difficoltà, comunque, i biancorossi giocano una delle migliori partite stagionali, dominando il primo tempo e guidando per ampi tratti anche la ripresa.

La partita

Dopo una prima fase chiusa al primo posto, al pari di Cuneo (dopo per altro due anni di imbattibilità), l’Olimpo sta faticando nella seconda fase. Se Cuneo è al primo posto imbattuta anche nella seconda parte di campionato, i biancorossi hanno invece dovuto subire una serie di sconfitte in volata che hanno fatto male. Le speranze di qualificarsi alle semifinali sono appese a un filo, bisogna battere per forza la seconda in classifica, Oasi. All’andata vinsero i torinesi nella peggior prova degli U19 dell’Olimpo (pur non al completo). Nonostante tutto i locali erano solo a +2 a due minuti dalla fine.

Il ritorno si gioca al Pala Langhe, un fortino per gli albesi nelle ultime due stagioni. Coach Vaira deve già in partenza fare a meno di un titolare, Nardin. Tuttavia l’Olimpo parte a mille bersagliando con costanza la difesa avversaria. Oasi è in affanno completo e raccatta solo punticini estemporanei dai tanti tiri liberi conquistati. Dopo dieci minuti Alba prova ad allungare chiudendo sul 32-20. Gli ospiti hanno il merito di essere precisi a cronometro fermo, limitando i danni del proprio pessimo avvio.

Nel secondo periodo l’Olimpo continua a spingere, creando buoni tiri vicino a canestro con i lunghi, anche grazie agli scarichi creati dall’uno contro uno degli esterni, che i gialloblu non riescono a contenere. La gara ha fino a quel momento un solo padrone e l’Olimpo scappa a +16. Ecco, che, però, in due minuti gli albesi gettano al vento tutto. Quattro palle perse di fila dei padroni di casa permettono a Oasi di riprender fiducia con tiri in contropiede non contestati. I torinesi accorciano ancora a suon dei soliti tiri liberi e mettono incredibilmente il naso avanti: 44-45 all’intervallo. Dopo 18 minuti eccezionali, in due minuti Alba ha rimesso in gara gli avversari ed anzi è costretta a inseguire.

La partita è comunque apertissima, anche se l’inerzia è gialloblu. Inoltre, la sfortuna ci mette ancora del suo: coach Vaira con tre infortuni (caviglia, polso, e ginocchio) perde altrettanti giocatori (Argentero, Cielo e Careglio). Oltre all’assenza di Nardin. Tutto sembra compromesso ed invece la ripresa è ancora molto combattuta. L’Olimpo si riporta anche avanti di 4/5 punti diverse volte. I viaggianti tirano male, ma continuano a prendere decine di rimbalzi in attacco correggendo gli errori dal perimetro e tornano avanti. Al trentesimo è 60-65 Oasi.

Le energie e le rotazioni albesi sono agli sgoccioli, ma l’ultima frazione, pur tesissima, è ancora giocata a viso aperto. Si alternano i vantaggi e l’Olimpo soffre, ma continua a giocare un’ottima partita (segnando 22 punti dell’ultima frazione). Tuttavia, la fortuna, come detto, ha una sola direzione. Il finale è punto a punto, ma Oasi trova due triple di fila ed è avanti di 4 quando si entra nell’ultimo minuto. I falli sistematici chiudono i giochi sull’82-89. Il risultato è pesante e troppo severo per l’Olimpo, dopo l’ottima partita per energia, intensità, ma anche qualità pur con i mille infortuni e la sorte perennemente avversa.

Oasi dal canto suo continua a collezionare vittoria di pochi punti, la dea bendata per ora le sorride ancora. Su sette gare punto a punto disputate, Oasi vince (con questa) per la sesta volta.

L’Olimpo meritava di più, ma la seconda fase è stata troppo sofferta. Nonostante tutto, esce di scena a testa alta con una prova convincente e giocata contro una buona avversaria, in salute, che per altro giocherà le semifinali per il titolo. I biancorossi han raccolto meno di quanto meritavano, ma ci riproveranno l’anno prossimo. Non vanno dimenticate le due esaltanti stagioni precedenti (con tanto di titolo U18 conquistato), ma le fatiche patite in questi ultimi mesi saranno di aiuto e stimolo per lavorare in palestra e crescere ancora.

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