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Banca di Cherasco: un convegno sui fondi Pnrr per il biometano

Opportunità e criticità del nuovo Decreto sul biometano, firmato a settembre dal Ministro della Transizione Ecologica, per incentivare lo sviluppo di una fonte green e sostenibile in un momento di prezzi altissimi per tutte le energie non rinnovabili. Se ne è parlato stamattina – venerdì 20 gennaio – a Cherasco, in provincia di Cuneo, in un convegno nell’Auditorium di Banca di Cherasco organizzato da Bcc e AgroEnergia (società specializzata da oltre 30 anni nei servizi per le energie rinnovabili in agricoltura) in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergia (CMA): oltre cento i partecipanti, soprattutto piemontesi e lombardi, ed erano collegati in diretta streaming una ventina di addetti ai lavori di tutta Italia.
Nella mattinata è stato analizzato il decreto del Governo che mette a disposizione 1,92 miliardi di euro del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per promuovere l’incremento del biometano e favorire la realizzazione di nuovi impianti per il biogas agricolo oppure la riconversione di quelli esistenti: una voce, quest’ultima, a cui sono destinati 200 milioni di fondi europei.
Nell’introduzione Danilo Rivoira, Vice Direttore Generale di Banca di Cherasco, ha spiegato che “la nostra Banca di Credito Cooperativo lavora sul territorio da 60 anni per accompagnare le novità e le opportunità di crescita come questa. Vogliamo sostenere il mondo agricolo che deve investire con lungimiranza per sfruttare questi incentivi. Il nostro compito è essere al fianco degli imprenditori agricoli e zootecnici: devono affrontare scelte strategiche per un futuro sempre più sostenibile”. Il Decreto illustra tutte le disposizioni relative agli incentivi al biometano prodotto da impianti di nuova realizzazione alimentati da matrici agricole e rifiuti organici, oppure da impianti oggetto di riconversione per la produzione di elettricità. “Il biogas ha un vantaggio rispetto ad altre energie rinnovabili: è programmabile e costante, mentre fotovoltaico ed eolico hanno costi rilevanti legati alle infrastrutture di gestione energetica” ha detto Piero Mattirolo, Amministratore delegato di AgroEnergia.
Andrea Chiabrando, Direttore tecnico del CMA (consorzio che riunisce 160 produttori e 330 aziende agricole fornitrici in tutta Italia) ha spiegato poi gli obiettivi della programmazione europea per favorire questa produzione sostenibile, ricordando che è previsto il 40% di contributi in conto capitale per i nuovi investimenti. Ha detto: “Positivo che l’incentivo tariffario sia stato portato a 15 anni, ma pesa l’aumento dei costi dell’ultimo anno e mezzo per tutta la filiera. Investire in biometano resta conveniente, ma servono attenzione e cautela, oltre a nuovi interventi del legislatore nazionale per far sì che tutti i fondi europei vengano utilizzati”.
Il convegno (dal titolo “L’impulso al biometano agricolo nel terzo decreto biometano”) ha visto tra i partecipanti anche il senatore cuneese Giorgio Bergesio e il consigliere regionale Paolo Demarchi, oltre a imprenditori del mondo agricolo e zootecnico impegnati sia a promuovere la costruzione di nuovi impianti, sia a favorire la riconversione di quelli esistenti che si avvicinano alla fine del periodo di incentivazione. Sono poi intervenuti i rappresentanti di alcune importanti aziende del settore: Provedal Italia, Gruppo AB, IGW.
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