Autismo: diamoci da fare!

Al cinema “Impero”. Si è tenuto l'evento di cui riferisce l'Angsa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Autismo: diamoci da fare! Questo il messaggio lanciato dal Gruppo Bra dell’Angesa Piemonte – Sezione di Torino onlus durante l’evento intitolato “Un giorno crescerò” tenutosi sabato 7 aprile al Cinema Impero di Bra (foto).

Tante persone con la loro presenza hanno testimoniato la loro vicinanza alle famiglie che “vivono” quotidianamente l’autismo, e anche il Comune di Bra ha accolto la richiesta dell’associazione di illuminare di blu alcune finestre di Palazzo Mathis in occasione del 2 aprile (Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo), proprio per sensibilizzare la cittadinanza su questo delicato problema.

L’evento si è aperto con i saluti dell’associazione Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) nello specifico del Gruppo di Bra, nato sul territorio qualche anno fa da un gruppo di giovani genitori desiderosi di condividere e sostenersi a vicenda, pronti a formarsi e a lottare per la tutela dei diritti dei loro figli, seppur in un’ottica di collaborazione costruttiva con le istituzioni, al fine di migliorare il sistema dei servizi.

Il primo intervento ha visto la presenza della dott.ssa Paola Isaia, psicologa del Centro Casa (Centro autismo e sindrome di asperger) di Mondovì, che ha brevemente illustrato il lavoro svolto dall’Asl Cn1 con i ragazzi adolescenti, un lavoro preziosissimo mirato a riconoscere le attitudini del ragazzo autistico adolescente e a sviluppare al meglio le sue potenzialità in vista di un futuro da adulto, il più possibile incluso socialmente.

La parola è poi passata ad alcune cooperative sociali che operano sul territorio.  L’educatore professionale Master in Autismi Alessio Vitiello ha spiegato come la cooperativa sociale Progetto Emmaus abbia cercato negli anni di migliorare sempre di più la risposta che poteva offrire alle famiglie in materia di autismo, garantendo formazione specifica e interventi educativi mirati secondo le linee guida sull’autismo e in rete con tutte le figure (scuola, famiglia,terapisti eccetera). L’educatrice professionale Roberta Luino e la psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva Valentina Chiolo della cooperativa sociale Lunetica, poi, hanno spiegato come dall’anno scorso abbiano cercato di rispondere all’esigenza delle famiglie con la progettazione di un centro estivo adatto a tutti, ma soprattutto adatto ai bisogni dei ragazzi con difficoltà, con lo scopo di arrivare ad avere un summer camp divertente e al tempo stesso strutturato con attività finalizzate a migliorare le autonomie e a favorire l’integrazione sociale.

Al termine di questi interventi, brevi ma efficaci, c’è stata la proiezione del film “Tommy e gli altri” di Gianluca Nicoletti, famoso giornalista e padre di un ragazzo autistico ormai ventenne, che con toni accesi racconta la vita di tante famiglie con ragazzi autistici, sparse per l’Italia, denunciando le carenze e le grosse difficoltà che queste famiglie sono costrette ad affrontare ogni giorno ormai da una vita. Il film racconta come i ragazzi con autismo diventati giovani adulti, molto diversi tra loro, ma con in comune una diagnosi di “disturbo dello spettro autistico”, paghino con una vita di sacrifici, loro e dei loro familiari, il prezzo di un mancato intervento educativo.

Anni fa si sapeva poco sull’autismo e poco si faceva, servizi erogati male e mancanza di competenze provocavano danni, e, questa è la denuncia di Nicoletti, tutto ciò conduceva le famiglie alla deriva, alla ricerca di una soluzione che non esiste, nonché a diventare vittime di ignoranza e isolamento. Nicoletti non vuole suscitare tenerezza o compassione nel pubblico e ci racconta le cose come stanno, “nude e crude”. Questo è il vero motivo della scelta di questa pellicola, un film che documenta la realtà. Ora che negli anni si è fatta luce su questa neuro diversità e su quali sono gli interventi raccomandati, dobbiamo garantire ai soggetti coinvolti un servizio adeguato, un percorso educativo efficace e un comparto scuola formato e competente, affinché i nostri bimbi di oggi (e, non dimentichiamolo mai, adulti di domani), possano testimoniare che qualcosa sta cambiando e che veramente tutti quanti ci siamo dati da fare. Quando parliamo di autismo, infatti, è inutile perdersi nella ricerca di cure miracolose o nei dibattiti sui vaccini. Quello che realmente conta è “darsi da fare” continuamente, ogni giorno, perché l’autismo non aspetta, ma anzi ha bisogno di una risposta concreta, specifica e immediata, che va costruita con il contributo di tutti, Stato, istituzioni, sanità, servizi, assistenza, scuola, famiglie, nessuno escluso. Occorre fondamentalmente un percorso educativo individualizzato per tutto l’arco della vita, perché l’autismo non fa sconti a nessuno, neppure a noi genitori che, stanchi e a volte logorati, non smetteremo di lottare per migliorare il futuro dei nostri figli. Come dice Nicoletti, «qualcosa ce lo dobbiamo pur inventare».

Per finire, ci teniamo a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla realizzazione dell’evento, in particolare il Comune di Bra, Arianna Porzi (Presidente di Angsa Piemonte – sezione Torino onlus) e la ditta Panealba che hanno sostenuto i costi di realizzazione, e l’Istituto professionale “Velso Mucci” di Bra che ha donato i frollini del progetto “Cooking for Autism”.

Angsa sezione Torino – Gruppo di Bra