Simone Azzoaglio

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Storia di un portavoce disattento

La buona intonazione dei mercati obbligazionari di queste ultime due settimane purtroppo tende a confondermi un po’ e a farmi pensare che le cose in Italia vadano bene. Certo, lo spread sotto i 200 punti base a causa della mancata infrazione per sovraindebitamento e la notizia del futuro insediamento di Christine Lagarde al posto di Mario Draghi sono buone notizie, ma purtroppo non sono sufficienti da sole per dire che l’Italia stia vivendo un buon momento. Non mi spertico nell’elencare anche solo una piccola parte delle cose che non vanno perché lascio questo compito ai giornalisti veri o ai commentatori da bar ma voglio raccontare un piccolo aneddoto utile per capire il clima politico che permea le le nostre vite. Venerdì scorso a Milano si è svolta l’assemblea annuale dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, Presidente e Capo del Go...

Elezioni? Male, molto male

Mi è stato chiesto un commento sulle elezioni europee. Male, molto male. Non travisate però immediatamente il mio giudizio. Non sono, non devo, e probabilmente mai sarò un politico, quindi sarebbe sbagliato se io commentassi un risultato da questo punto di vista. Però ne posso osservare e misurare le conseguenze visto che la politica condiziona pesantemente i mercati che sono una delle basi della vita di una banca. Uno degli strumenti che si usa, forse il primo e di più semplice interpretazione per saggiare lo stato di salute dell’economia nazionale è lo spread. Appena prima dell’insediamento dell’attuale governo era nell’intorno dei 135 punti base, a metà marzo era a 233 e adesso, cioè venerdì sera è a 285. Quindi in ineluttabile ed indiscutibile peggioramento. Sono un attento e silente ascoltatore delle conversazioni da bar e l’altro giorno sorridevo sentendo due attempati signori che ...
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