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Aumentano gli incidenti domestici La casa è davvero un luogo sicuro?

In Piemonte sempre più accessi al Pronto Soccorso per cadute e avvelenamenti

La casa è ritenuta il luogo sicuro per eccellenza, eppure gli infortuni domestici comportano ogni anno, in Italia, un numero di morti addirittura superiore a quello conseguente agli incidenti stradali o agli infortuni sul lavoro.

Questi ultimi anni sono stati tristemente segnati dalla pandemia da COVID-19, le misure restrittive necessarie al suo contenimento hanno influenzato i comportamenti dei cittadini e ridimensionato anche l’accesso ai servizi fra cui il Pronto Soccorso, limitato solo ai casi di effettiva, reale necessità. A tracciare un quadro su

quanto siano concreti – e spesso purtroppo sottovalutati – i pericoli che incorriamo quando facciamo le consuete faccende domestiche tra le mura di casa ci ha pensato l’associazione delle Aziende Sanitarie per la Salute Passi. Un dato su tutti, tra quelli raccolti tra la popolazione piemontese: il 3,3% degli intervistati riferisce di aver avuto un incidente domestico che ha richiesto l’intervento sanitario (non necessariamente in Pronto Soccorso) nei 12 mesi precedenti all’intervista.

I più colpiti? Anziani e bambini

Dai dati rappresentati nel grafico a lato, si può vedere che le fasce di età più coinvolte negli infortuni casalinghi sono i bambini e gli anziani. Le donne, secondo i dati del Ministero della Salute, sono la categoria di persone in assoluto più colpita (70%). Addirittura, le faccende domestiche rappresentano per il sesso femminile la maggior fonte di rischio. Per quanto riguarda la tipologia degli infortuni, i dati mettono in evidenza una prevalenza assoluta di traumi legati alle cadute, che costituiscono oltre il 90% degli incidenti domestici. Percentuale che sale addirittura al 99% se si considerano gli anziani con più di 74 anni. Va sottolineato come la caduta rappresenti un evento temibile per un anziano, non solo per le conseguenze fisiche, ma anche per le ripercussioni psicologiche: la perdita di sicurezza e la paura di cadere possono accelerare infatti il declino funzionale e indurre depressione o isolamento sociale. Il costo di questi eventi è quindi rilevante in termini di disabilità, ricoveri e mortalità. Considerando il solo prezzo monetario, ogni accesso in Pronto Soccorso per traumatismo di un cittadino con più di 74 anni, costa in media quasi 200 euro.

Intossicazioni e avvelenamenti

Tra gli incidenti domestici più frequenti troviamo poi le intossicazioni e gli avvelenamenti accidentali. In questi casi, si tratta quasi sempre di eventi gravi. Il dato è confermato sia dall’osservazione delle modalità di accesso in Pronto Soccorso, con una rilevante quota percentuale di accessi tramite il 118 con codici gialli e rossi, nonché dalla modalità di dimissione che registra una percentuale molto più alta di ricoveri. La frequenza di questo tipo di incidenti è comunque bassa rispetto ai traumi, costituendo insieme lo 0,4% degli accessi per incidente domestico. Va sottolineato però che meritano un’attenzione particolare in quanto sono coinvolti con maggior frequenza i bambini che sono la seconda categoria a maggior rischio dopo gli anziani. Nei bambini di età inferiore ai 14 anni la prima causa di morte è rappresentata dagli infortuni di natura accidentale, che interessano maggiormente il genere maschile. Per quanto concerne gli infortuni non mortali, per i bambini di età inferiore ai 5 anni circa il 64% è avvenuto in casa a seguito di una caduta.

Nel mondo dei bambini

I rischi di incidenti tra le mura di casa variano ovviamente con le fasi di accrescimento e devono essere conosciuti dai genitori ma anche da tutte le persone che entrano in contatto con il bambino come ad esempio nonni e babysitter, al fine di stimolare l’adozione di comportamenti idonei alla prevenzione degli incidenti. Informazioni più dettagliate possono essere acquisite attraverso la campagna “Maneggiare con Cura”, che è possibile reperire sul sito della Regione Piemonte.

Aumenta la cultura, diminuiscono i rischi

I dati raccolti nel corso dell’inchiesta hanno poi dimostrato come la probabilità di essere coinvolti in un incidente domestico risenta delle disuguaglianze sociali, infatti le persone maggiormente esposte sono quelle con un grado di istruzione inferiore alla laurea, quelle con difficoltà economiche e gli stranieri. In questi casi le differenze rilevate sono statisticamente significative. Le condizioni socio-economiche sono di fatto un determinante di salute, per questo motivo il Piano della Prevenzione della Regione pone come obiettivo trasversale e prioritario la riduzione delle disuguaglianze sociali e geografiche come mezzo per aumentare il livello di salute della popolazione. Secondo le linee guida per la prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani, fornire informazioni e interventi educativi mirati alla consapevolezza dei rischi costituisce il primo provvedimento da mettere in atto per accrescere le misure di prevenzione.

I pericoli sottovalutati

Ma qual è il reale livello di consapevolezza del rischio di incidente domestico? Nella popolazione piemontese la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico è decisamente scarsa: il 93,5% degli intervistati ha dichiarato infatti di considerare bassa o assente la possibilità di farsi male in casa. La presenza in famiglia di persone potenzialmente a maggior rischio (bambini e anziani) è comunque un fattore che aumenta notevolmente la percezione del rischio di infortunio domestico, cioè la consapevolezza di poter avere un incidente che li coinvolga anche nella sicurezza delle proprie mura di casa. Se il livello di consapevolezza si può considerare come un fattore protettivo, il 6,5% di cittadini che considerano correttamente il rischio di incorrere in un incidente domestico rappresenta una percentuale troppo bassa. È necessario quindi incrementare questa consapevolezza che può salvare la vita nostra e dei nostri cari, attraverso campagne informative ma anche sfruttando tutte le occasioni di contatto con gli operatori sanitari, specialmente quelli che si recano a domicilio e quelli che si occupano delle categorie a maggior rischio. 

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