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    Attività di contrasto all’epidemia di peste suina africana (Psa)

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    CUNEO

    – Prosegue l’impegno della Provincia per contrastare l’epidemia di peste suina africana (Psa). Giovedì 6 giugno il Gruppo Operativo Territoriale (Got) di Cuneo ha incontrato i rappresentanti dei Parchi ed Aree Protette del territorio provinciale per condividere le più recenti informazioni sulla Psa sia dal punto di vista epidemiologico, sia normativo, oltre a concordare le modalità di intervento nel controllo del cinghiale nelle zone di confine dei parchi e delle aree protette.

    Erano presenti il direttore delle Aree Protette del Monviso Vincenzo Maria Molinari e il responsabile della vigilanza Daniele Garabello, il responsabile della vigilanza delle Aree Protette Alpi Marittime Mauro Fissore e due funzionari del Parco Fluviale Gesso Stura, Marco Viada e Ivano Guglielmotto. Per la Provincia erano presenti il dirigente del Settore Alessandro Risso e il vice comandante della Polizia Locale Giuseppe Forano, oltre al responsabile del Got di Cuneo Roberto Sapino ed al suo vicario Luca Orlando.

    Sono stati evidenziati gli adempimenti previsti per le Aree Protette e Parchi presenti nel “Piano regionale di interventi urgenti (Priu) per il controllo della peste suina africana e il depopolamento dei cinghiali nelle aree indenni del Piemonte, anni 2024-2029”, recentemente adottato dalla Regione Piemonte, rimarcando la disponibilità della Provincia a fornire gabbie di cattura laddove se ne ravvisi la necessità.

    Nel pomeriggio i rappresentanti di Provincia e Asl hanno incontrato tutti i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) e dei Comprensori Alpini (Ca) per vagliare gli adempimenti previsti dal Priu Piemonte posti in capo a tali soggetti nel contrasto alla Psa e all’esigenza di intensificare gli abbattimenti di cinghiali soprattutto a protezione del distretto suinicolo di Cuneo.

    Si coglie l’occasione per evidenziare che, in seguito al recente parere rilasciato dall’Ispra alla Regione Piemonte sul contenimento della Psa, emerge l’opportunità di intensificare l’attività di ricerca e rimozione delle carcasse dal territorio. E’ necessario segnalare alle autorità competenti (Polizia provinciale, Carabinieri, Carabinieri forestali, servizi veterinari delle Asl localmente competenti, guardie venatorie) eventuali carcasse ritrovate sul territorio, anche parzialmente predate (lo stato di infezione aumenta la probabilità di predazione) o putrefatte, oltre a cinghiali morti o feriti a causa di un incidente stradale oppure abbattuti, ma che mostrino ante mortem comportamenti anomali di qualsiasi tipo.

    Redazione Corriere
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