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Asti-Cuneo «Fine lavori più vicino», gli ambientalisti frenano: «Strada ancora lunga e complessa»

«Con oggi il completamento dell’opera è davvero sempre più vicino». Così si sono espressi il 9 gennaio scorso il governatore Alberto Cirio e l’assessore alle Infrastrutture Marco Gabusi non appena appreso che la Commissione Valutazione impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente aveva appena licenziato con parere favorevole la realizzazione dell’ultimo lotto Verduno-Cherasco dell’Autostrada Asti-Cuneo. Il parere contiene alcune prescrizioni che ricalcano quelle evidenziate dalla Regione che supportano la realizzazione del lotto 2.6 A e ne migliorano la compatibilità ambientale.

Si attende ora solo l’ultima determinazione del Ministero dei Beni Culturali per poter dare il via al cantiere dell’ultimo lotto in continuità con i lavori già in corso. In precedenza la società concessionaria dei lavori aveva reso noto di avere presentato al Ministero per la Transizione Ecologica tutte le integrazioni richieste in merito al progetto, tra cui il completamento di 80 scavi archeologici, con l’obiettivo di completare entro febbraio tutto l’iter autorizzativo tra cui la Valutazione d’impatto ambientale. In quell’occasione l’assessore Gabusi confermò l’ipotesi del completamento dell’opera entro il 2024 contando di poter recuperare almeno in parte il tempo speso per le procedure ministeriali. «Sarebbe corretto – ha però replicato l’Osservatorio per la tutela del paesaggio – che Cirio e Gabusi fossero più prudenti nel dichiarare risolti problemi che non lo sono. Si sono spesi titoloni sul fatto che la Commissione Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente abbia dato parere favorevole alla proposta del Concessionario, “in esterno”, della tratta Verduno-Cherasco, con prescrizioni al momento non note.

Era un atto dovuto. Però l’iter è ancora lungo e complesso e il momento importante sarà la Conferenza dei Servizi che dovrà anche analizzare i risultati dello studio comparativo tra la soluzione in esterno ed il tunnel, richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti al Politecnico di Torino, attraverso il Concessionario, e di cui non si hanno notizie». In questo senso una delle maggiori preoccupazioni espresse dall’Osservatorio è che tra i documenti consegnati al MiTe non risulti traccia della valutazione comparativa commissionata al Politecnico di Torino per mettere a confronto il tracciato “in esterno” e quello in galleria.

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