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Asti-Cuneo: dal Governo una soluzione che dovrebbe portare al completamento in 3,4 anni

Dividere il lotto mancante in due parti, una più prossima ad Alba (a grandi linee dalla fine della tangenziale presso Roddi fino a Verduno, zona ristorante “Due Lanterne) e l’altra tra Cherasco e Bra; espropri dei terreni privati da completare entro l’estate e cantieri per la realizzazione vera e propria di questa tratta – tutta in superficie, niente tunnel sotto il Tanaro – che dovrebbero partire subito dopo. L’integrazione successiva dovrebbe a sua volta arrivare al completamento dell’opera entro 3, 4 anni. Questo – riferito al “Corriere” da Claudio Bogetti, il primo cittadino di Cherasco dove attualmente l’A33 si interrompe nella campagna –  il quadro disegnato dal Governo ai sindaci del nostro territorio quest’oggi per l’annoso problema dell’incompiuta A33 Asti-Cuneo.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli hanno confermato che sarà archiviata la soluzione cosiddetta Delrio, dal nome del precedente titolare del Dicastero. I costi dell’intervento, indicati in circa 350 milioni di euro, dovrebbero essere caricati sulla prossima concessione dello Stato dell’autostrada A4 Torino-Milano. Attualmente essa fa capo al Gruppo Gavio il cui incarico dovrebbe scadere nel 2026.

L’europarlamentare albese Alberto Cirio, che si era battuto a Bruxelles per far accettare il crossfinancing della “proposta Delrio”, ha commentato in una nota: «Ho appreso con interesse la soluzione individuata dal Governo e credo sia necessario verificare in fretta che la procedura sia compatibile con le normative europee, in modo che non si creino ostacoli da Bruxelles. Me ne occuperò personalmente giа nelle prossime ore, in modo da garantire il via libera dell’Ue a questa soluzione. L’Asti-Cuneo è un’opera che il nostro territorio attende da oltre 30 anni. Apprezziamo che il premier Conte e il ministro Toninelli abbiano voluto rendersi conto di persona della situazione, ma attendiamo di rivederli a brevissimo sugli altri cantieri strategici per il Piemonte. A cominciare dalla Tav».

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