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Assunzioni in Sanità, la Regione: “Siamo vaccinati contro le polemiche del PD”

Al dicembre 2021 il personale della sanità piemontese risulta costituito da 57.358 professionalità, ovvero 2.700 in più rispetto alle 54.664 del 2018.

Per il futuro, accanto alle stabilizzazioni del personale Covid-19 e oltre a garantire il turn-over, la Giunta ha già sottoscritto con le organizzazioni sindacali l’accordo per potenziare il personale sanitario attraverso il Decreto Calabria, che nel prossimo triennio permetterà ulteriori assunzioni, a cominciare dal 2022, non appena sarà definito a livello nazionale il riparto delle risorse per la Sanità delle Regioni e verranno rimborsati dallo Stato i circa 340 milioni residui della spesa per la pandemia anticipati dal Piemonte nel 2021.

«La polemica delle ultime ore sollevata dal Pd sulle assunzioni nella sanità piemontese stupisce – osserva l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi -, ma non sorprende. Stupisce perché quando si chiede conto del turn-over probabilmente i consiglieri d’opposizione non ricordano che i concorsi durante il Covid non si potevano fare, perché erano sospesi per legge a livello nazionale. Probabilmente saranno loro sfuggiti anche gli oltre 5 mila reclutamenti che la Regione ha messo in campo durante l’emergenza e le 1.137 stabilizzazioni che, in accordo con i sindacati, si stanno avviando. Sfuggito poi, naturalmente, che siamo la prima regione in Italia per numero di somministrazioni della quarta dose di vaccino».

«Discorsi fuori luogo e con dati sbagliati, perché non comparabili – aggiunge il presidente della Commissione Sanità del Consiglio, Alessandro Stecco -. Il tema è serio e non merita di essere trattato così per rispetto di tutto il sistema sanitario e anche dei media che divulgano i dati.  La Giunta ha fatto salti mortali in questi anni per potenziare, nel pieno di una delle più gravi pandemie della storia, una sanità fatta di risorse umane eccellenti, ma indebolita da anni di tagli e completamente priva di una rete di medicina territoriale. È abbastanza evidente che i dati del Pd non tengano conto di tutti i contratti ancora attivi siglati per il Covid e delle stabilizzazioni approvate in accordo con le organizzazioni sindacali. Invece di lanciare allarmi ingiustificati, invito a parlare di questo tema nelle sedi opportune, perché è un argomento serio che come tale va affrontato con “grano salis” e non con approssimazione. I fattori, uno fra gli altri la carenza cronica in Italia di personale specializzato, sono tanti e complessi. Ma non c’entrano nulla con quelli usati strumentalmente dal Pd».

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