dal PiemonteAttualità

Arpa, eradicare piante nel Po può causare danni ad ecosistema

Anche quest’anno, come in quelli passati, si ripresenta la questione “alghe” nel Po, in particolare nel tratto cittadino tra il Ponte Balbis e il Ponte Isabella a Torino.

La scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato questo inverno ha anticipato, rispetto agli anni precedenti, lo sviluppo della vegetazione nel fiume.

Allo stato attuale le piante presenti sono riconducibili ai gruppi sistematici che caratterizzano questo tratto di fiume che presentano caratteri di adattamento a fiumi con acque a lento scorrimento.

Attualmente, in termini di biomassa, si può osservare una netta predominanza di piante vascolari rispetto alla componente algale, contrariamente a quanto ritenuto dall’opinione pubblica in questi ultimi anni, forse a causa della confusione generata dalla morfologia di alcune specie di fanerogame presenti nel fiume (ad esempio Callitriche o Elodea).

I gruppi di piante osservate nel fiume sono tipiche di ambienti ad acqua lenta o poco fluente; fra di esse solo una (Elodea nuttalli) non fa parte della flora autoctona, seppur sia un’alloctona di introduzione non troppo recente, la prima segnalazione risale al 1939 in Belgio da cui probabilmente si è diffusa nel resto dell’Europa.

Sono presenti, inoltre, taxa algali coerenti con le condizioni ambientali del fiume Po nel tratto cittadino, e la loro presenza si inserisce all’interno del labile equilibrio dell’ecosistema fluviale.

Potrebbero diventare problematiche con il procedere della stagione estiva a causa di una ulteriore diminuzione della portata d’acqua e dell’aumento della temperatura, fattori che causano l’aumento della biomassa algale e successivamente con una fase di rapida degradazione e consumo dell’ossigeno.

La presenza di vegetazione acquatica dal punto di vista ecologico rappresenta un vantaggio sotto molti aspetti; le piante acquatiche sono zone di rifugio e di deposizione delle uova per la fauna ittica, sono alla base della catena trofica dell’intero ecosistema acquatico e possono diventare zone di nidificazione per l’avifauna e per questo motivo la loro eradicazione può causare danni  importanti all’ecosistema acquatico.

I fattori di sofferenza del tratto cittadino del Po sono da ricondurre alla mancanza di corrente, che in questo anno potrebbe essere amplificato dalla forte carenza idrica.

In alcune zone, in particolare a monte della traversa presso il ponte Vittorio I, il fiume ha caratteristiche artificialmente lacustriche, questo necessariamente si ripercuote sulle caratteristiche chimico fisiche dell’acqua, facilitando la concertazione di nutrienti e l’aumento della temperatura rispetto a quanto avverrebbe se le acque fossero torrentizie.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button