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    Appuntamento questo fine settimana a Bergolo con la festa dello Street-food

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    BERGOLO – Le tracce più antiche di cibo preparato e cucinato per strada risalgono agli albori della nostra civiltà, circa diecimila anni fa. I greci già descrivevano l’usanza egizia, tradizione del porto di Alessandria poi adottata in tutta la Grecia, di friggere il pesce e di venderlo per strada. Dalla Grecia il costume è passato al mondo romano, arricchendosi e trasformandosi in innumerevoli varianti.

     

    Si possono ancora osservare, negli scavi di Ercolano e di Pompei, i resti ben conservati di tipici “thermopolia”, gli antenati del moderno “baracchino”. Erano una sorta di cucinotto che si affacciava direttamente sulla strada, adibito alla vendita di cibi cotti di ogni sorta, principalmente minestre di farro, fave o cicerchie. Il cibo da strada accompagna così l’evoluzione della nostra civiltà nel corso dei secoli. Eppure nel medioevo sono legioni, nelle grandi città, i banchi, banchetti e carretti che vendono a poco prezzo cibo cotto e cucinato per le vie anguste dei bassifondi. Come spesso accade però, è proprio nella povertà che l’ingegno umano da il meglio di sé e produce le immortali basi di una intera cultura gastronomica. A questo modo nascono a Parigi ad esempio i pâtés, gli involucri di pasta contenenti varie farciture venduti per pochi soldi a garzoni e facchini che possono così nutrirsi mentre lavorano, senza alcun bisogno di posate. Daranno origine alla parola “pasticcere” e diventeranno, nel Rinascimento e nel secolo dei lumi, i trionfi delle tavole regali di tutta Europa sotto forma di timballi e sfoglie di ogni genere ripiene di tartufi, piccioni e foie-gras. La pizza stessa, emblema dell’italica e popolana cucina, assolve le stesse funzioni delle “pie” inglesi e nasce con l’esigenza di sfamare, per strada, i più poveri. Il cibo da strada, in questo caso, identifica e distingue il territorio e la tradizione, mantenendo vivo un aspetto tra i più importanti della cultura di ogni popolo, quello del costume alimentare.

     

    La corrente odierna dello street food sta prendendo una piega decisamente diversa, puntando all’aspetto culturale di tradizione, a volte da riscoprire. Proprio ai cibi di strada Bergolo dedica l’“Internationale Street Food”, sulla Via del sale da Bergeggi a Bergolo, in programma nel comune langarolo il 27 e 28 maggio. Oltre al fritto di pesce non mancheranno gli a­gnolotti con il track Food, la farinata di Fontanile, carne grigliata, piatti e dolci etnici e il gelato alla nocciola. Saranno momenti anche di inclusione con culture che porteranno innesti di cibi che lo spostamento di popolazioni sta portando anche nelle nostre terre. Un sottofondo musicale farà da cornice agli appuntamenti conviviali.

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