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Oggi alle 13 appuntamento con Vera Gheno e il nono Talk di ACAdemy

Anno nuovo, vita nuova – quante volte l’abbiamo detto, o l’abbiamo sentito dire? Quattro semplicissime parole che, un po’ per scherzo un po’ sul serio, continuiamo a ripetere e ripeterci allo scoccare della mezzanotte di ogni 31 dicembre – una frase che, come un mantra, tramanda un’attitudine potentissima: quella di andare incontro al futuro a braccia aperte e di accogliere tutti i possibili, straordinari cambiamenti che ci attendono.

E a proposito di parole… “Le parole sono, nella mia non modesta opinione, la nostra massima e inesauribile fonte di magia”, dice Albus Silente a Harry Potter nella celeberrima, omonima saga ideata dalla scrittrice britannica J.K. Rowling. E se volessimo tradurre questa bellissima definizione nel mondo che viviamo ogni giorno, cosa diventerebbero le parole, se non una forza in grado di creare pensieri, immaginari e persino intere realtà? È proprio questo, il linguaggio: la facoltà tutta umana di comunicare, di condividere e, per l’appunto, di creare concetti che possono essere tradotti in azioni. Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che il linguaggio si sostanzia in moltissime lingue diverse in tutto il mondo – dunque, in altrettanti modi di condividere e creare. Prendiamo, ad esempio, il concetto di futuro. In inglese, esistono dei marcatori specifici (come will, o going to) che indicano il futuro; essi devono essere usati per forza, e mettono una certa distanza tra ciò che è e ciò che un giorno sarà. Nel giapponese e nel mandarino, invece, questi marcatori non sono obbligatori, e il futuro viene espresso in modo molto simile al presente. Orbene, uno studio firmato dall’economista Keith Chen (Le Scienze) ha dimostrato che questo secondo gruppo di persone (coloro che, insomma, parlano lingue come il mandarino e il giapponese) tende a investire sul futuro più facilmente, a risparmiare di più, a tutelare la propria salute e i propri affetti. È un po’ come dire: visto che il futuro è a portata di mano, inizio fin da subito a rimboccarmi le maniche affinché sia il migliore possibile. Interessante, no? Un ulteriore spunto per riflettere sul potere delle parole, e su quanto esse condizionino ogni giorno il nostro modo di pensare prima, e disegnare poi, il futuro.

Se l’argomento ti appassiona, non puoi certo perderti l’appuntamento con la nostra prossima ospite. Vera Gheno, classe 1975, è ciò che si suol dire una predestinata: nata da padre italiano e madre ungherese, è ad oggi una delle più stimate sociolinguiste e traduttrici italiane. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica Italiana, ha collaborato con l’Accademia della Crusca per vent’anni, ed è tutt’ora impegnata sia come ricercatrice presso l’Università di Firenze, sia come collaboratrice per Zanichelli.

L’appuntamento con Vera Gheno e il nono Talk di ACAdemy è per il 14 gennaio alle ore 13.00, sul nostro canale YouTube o sulla nostra pagina Facebook.

 

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