Antenna Wind-Tre: il gestore chiede lo sconto a Guarene

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La Giunta guarenese. L’esecutivo è alle prese con la ricontrattazione dei canoni di locazione delle aree che ospitano antenne di telefonia mobile

«La concorrenza tra i vari gestori di telefonia mobile rischia di mettere in difficoltà le Amministrazioni comunali, costrette a rivedere i contratti di locazione delle aree che ospitano le antenne». Così il sindaco di Guarene Franco Artusio lancia un allarme bilancio per il suo Comune.

«Da qualche tempo – spiega – è in corso una vertenza con l’azienda Wind-Tre, la quale pretende di rivedere il contratto di locazione del terreno comunale che ospita le cellule telefoniche. L’attuale contratto, che scadrà solo nel 2024, prevede un canone annuo di 7mila euro, ma da dieci mesi ormai subiamo pressioni continue per rivedere l’accordo al ribasso economico. Il gestore, che ha proposto cifre irrisorie, minaccia la rescissione  e il trasferimento degli impianti in caso di nostra mancata accettazione. La base di partenza proposta da Wind è stata di 2mila euro, poi a forza di contrattare siamo arrivati a 4mila. Noi riteniamo che questa offerta sia ancora decisamente insufficiente».

In un libero mercato non ci sono grandi spazi di manovra. L’affittuario ha il coltello dalla parte del manico, in quanto il contratto non prevede penali in caso di rinuncia unilaterale.

«Il problema – aggiunge ancora Artusio – è che in un epoca in cui è diventato un problema far quadrare i bilanci, ogni piccolo taglio rischia di rappresentare un ostacolo per la realizzazione di nuovi progetti. In quanto sindaco non mi sento di svendere il territorio, ma mi trovo ad affrontare un dilemma: tenere duro e rischiare di perdere anche una piccola somma o accettare l’offerta? Il nostro obiettivo è di prendere tempo e congelare per un anno il contratto, così come è avvenuto con la Tim, ma la strada pare davvero impegnativa»,

Un primo passo per aumentare la forza contrattuale del Municipio è rappresentato dalla sottoscrizione di un protocollo d’intesa redatto dall’Anci e accettato dai principali gestori telefonici.

Il testo contiene l’indicazione di un congruo canone di locazione che valorizzi le aree messe a disposizione dai Comuni e non penalizzi eccessivamente le compagnie telefoniche.

«Il protocollo – precisa Artusio – fissa un range che va dai 5 ai 12mila euro annui per ogni antenna. Quindi l’attuale canone nel nostro caso si attesta esattamente a metà di questa “forchetta”. Se riusciremo a centrare l’obiettivo lo scopriremo soltanto tra qualche settimana,.Certo l’atteggiamento di Wind-Tre è tutt’altro che conciliante».