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    Anche gli studenti dell’Einaudi di Alba alle PMI day con le imprese cuneesi

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    I numeri non sempre bastano per sancire la bontà di un’iniziativa, ma qualche volta, come nel caso del Pmi Day promosso dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Cuneo, indicano una tendenza talmente chiara da consentire di trarre conclusioni senza tema di smentita. Alla declinazione cuneese della quattordicesima edizione della Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese hanno aderito 47 aziende, con 17 scuole interessate e 1.400 studenti partecipanti. L’anno scorso le imprese coinvolte furono 12 e 300 gli studenti che ebbero modo di dedicare un paio di ore alla visita di una piccola o media industria cuneese.

     

    Il momento “clou” dell’evento di quest’anno si è tenuto giovedì 17 novembre in sala Michele Ferrero con circa 80 studenti delle Scuole Tecniche San Carlo e dell’Istituto superiore “Bianchi-Virginio”, entrambi di Cuneo, che hanno partecipato all’incontro presso sala Michele Ferrero di Confindustria Cuneo. Introdotti dal direttore generale di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio (la quale ha raccontato di come anche una piccola bottega possa con il tempo ampliarsi, diventando una media impresa e magari anche una multinazionale, come è avvenuto per la Ferrero di Alba) sono saliti sul palco sei rappresentanti del mondo delle imprese per raccontare il proprio percorso lavorativo nell’ottica di fornire spunti di riflessione interessanti per i ragazzi in sala. Il primo a salire sul palco è stato il presidente di Confindustria Cuneo, nonché presidente onorario Westport Fuel Systems Italia, Mariano Costamagna, il quale ha parlato del percorso che ha portato la sua prima idea imprenditoriale, da appassionato di meccanica, a diventare una vera e propria impresa, a cui se ne sarebbero poi seguite molte altre nel tempo. Nel suo intervento il presidente Costamagna ha sottolineato due aspetti che sono stati richiamati più volte dai relatori che lo hanno seguito, ovvero l’importanza di «riconoscere i propri talenti per valorizzarli e la necessità di investire bene il proprio tempo, che non si può comprare, ma solo spendere».

    Giancarlo Scarzello della cheraschese Gemini Project, impegnata nel settore del risparmio emergetico, ha raccontato di come l’idea di fare l’imprenditore abbia accompagnato lui e il fratello Aldo Maria fin da quando erano piccoli, per poi far rilevare come «la competenza, la voglia di non smettere mai di formarsi e la capacità di pensare in grande sono la risposta migliore a rischio di perdere posti di lavoro a causa dell’avanzata dell’intelligenza artificiale».

    Lisa Orefice, direttrice di Réseau Entreprendre Piemonte, un network di imprenditori che affianca le start-up nelle diverse fasi del loro percorso per favorirne il successo, ha parlato  dell’autoimpiego come di una modalità di politica attiva del lavoro, per poi aggiungere: «Non si crea un’azienda senza un metodo, non basta il potenziale; servono business plan, business model canvas e altri strumenti indispensabili per affinare le idee. Un’idea prende forma se si crea un team attorno ad essa: condividete le vostre idee».

    Gabriele Fronzé ha raccontato la sua storia che è alla base alla sua start-up innovativa Elemento Cloud, spiegando, da fisico nucleare, che «l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande hanno un comune denominatore che è lo studio dei dati.  Il dato grezzo senza elaborazione non è importante, non significa nulla».

    Paolo Clot della Roboplast di Vignolo ha raccontato come la sua azienda, attiva nel settore degli imballaggi in plastica, sia nata da una scommessa imprenditoriale dei genitori della moglie. «Mia suocera, una volta cresciuti i figli, voleva rientrare nel mondo del lavoro ma non cercando un impiego da dipendente. Mio suocero le ha regalato il sogno di creare qualcosa insieme, anche mettendo a rischio il loro futuro, ipotecando la casa. Così sono nate le macchine per i manici per i cestelli, poi gli stampi per costruire quegli stessi cestelli per arrivare alla lavorazione della materia prima, la plastica».

    L’ultimo intervento, quello di Giorgio Proglio, vice presidente della Piccola di Confindustria Cuneo e fondatore di Tabui App, è stato incentrato su una parola: perseveranza, ovvero quella «virtù che impegna l’uomo a lottare per il conseguimento del bene senza soccombere agli ostacoli e senza farsi vincere dalla stanchezza e dallo sconforto, come da definizione. Una qualità che risulta fondamentale per un imprenditore intenzionato a portare avanti la propria idea anche quando tanti intorno lui tentano di farlo desistere, dandogli del pazzo».

    Il momento in presenza presso Confindustria Cuneo si collocava nel mezzo del calendario di visite da parte delle scolaresche cuneesi, in programma sino 24 novembre, e che in totale coinvolgono 47 imprese su tutto il territorio provinciale.

    Tre di queste visite, avvenute in contemporanea all’incontro, sono state raccontate in presa diretta attraverso un collegamento video che ha permesso di raccogliere la testimonianza delle aziende (Electro-parts di Bossolasco, Ilma di Magliano Alpi e Dromont di Grinzane Cavour) e dei ragazzi delle scuole accolti in azienda (rispettivamente la quarta tecnico automazione industriale Apro di Alba, la quarta D Cat del Luigi Einaudi di Alba e la quinta A elettrotecnica dell’Istituto Vallauri di Fossano).

    Redazione Corriere
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