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Anche gli incidenti stradali (purtroppo) tornati ai livelli pre-pandemia in Granda

Con i 18 morti registrati nei primi sei mesi del 2021 i dati sugli incidenti stradali nella Granda tornano ai livelli pre-Covid. La progressiva ripresa degli spostamenti e delle attività lavorative riportano nella norma, purtroppo, il bilancio dei morti che era stato di 19 per lo stesso periodo del 2019, ma era sceso a 11 nel 2020 a motivo dei lockdown e delel chiusure. Due terzi gli incidenti (12) che si sono verificati con l’auto e spesso in scontri con altri veicoli, mezzi pesanti o trattori in movimento. Due i motociclisti che hanno perso la vita, così come due i ciclisti e due i pedoni. Il mese più funesto è stato maggio con la riapertura delle attività e 8 morti, mentre nei primi tre mesi dell’anno da gennaio a marzo si sono verificati soltanto 3 decessi (a marzo nessuno).

I dati sono forniti, come sempre, dall’ufficio Stampa della Provincia che dal 1998 monitora quotidianamente la situazione tramite le informazioni giornalistiche. Pur non essendo, quindi, dati ufficiali, permettono di seguire l’andamento del fenomeno negli anni. Il record dei morti per incidenti stradali lungo le strade della provincia risale all’inizio del censimento nel 1998 con 138 casi, poi i numeri sono scesi progressivamente: 125 morti nel 1999; 122 nel 2000; 115 nel 2001; 116 nel 2002; 116 nel 2003; 105 nel 2004; 83 morti nel 2005; 71 nel 2006; 78 nel 2007; 72 nel 2008; 57 nel 2009; 68 nel 2010. Negli ultimi dieci anni la media si è attestata intorno ai 45 morti all’anno (51 nel 2011, 51 nel 2012, 48 nel 2013, 42 nel 2014, 48 nel 2015, 33 nel 2016, 59 nel 2017, 44 nel 2018 e 44 nel 2019) con l’eccezione del 2016 che ne registrò 33 e, appunto, il 2020 della pandemia con 38 decessi. Il calcolo non tiene conto delle persone ferite, né di coloro che in seguito ad un incidente stradale hanno avuto conseguenze o disabilità a volte gravissime.

Tra le principali cause degli incidenti restano la velocità elevata, i sorpassi, le mancate precedenze, ma anche la distrazione soprattutto legata all’uso dei telefoni cellulari ed in alcuni casi a malori o impedimenti legati all’età avanzata. Le cause di incidentalità nel Cuneese sono in parte dovute anche alle condizioni delle strade, ma soprattutto alla vastità del territorio, alla presenza di tanti piccoli e medi centri abitati e all’assenza di grandi infrastrutture di comunicazione e autostradali che obbligano i cittadini ad utilizzare la normale viabilità comunale o provinciale per gli spostamenti quotidiani.

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