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Ambiente: Una proposta di legge, dal Roero all’Italia

Tanti temi, a Montà, al centro del convegno “Un’onda Verde: lavorare insieme per un’economia sempre più green” organizzato dall’Enoteca del Roero con la Regione, il Comune, la Fondazione Crc e l’Associazione dei Sindaci del Roero. L’appuntamento, curato dal presidente Marco Perosino e dal Direttore Pier Paolo Guelfo, si è presentato come un vero e proprio tavolo tecnico per far nascere una proposta di legge nazionale per la tutela dell’ambiente. Una spinta propositiva, dunque: «Il riconoscimento Unesco della cerca del tartufo – ha spiegato Perosino – ci impone di agire per la salvaguardia delle piante tartufigene, che spesso vengono abbattute e non compensate. Ciò comporta, insieme al cambiamento climatico, una sempre minore presenza del pregiato tartufo nel nostro territorio».

Decisa, l’entrata sulla questione degli anticrittogamici: «Ci possono essere alternative meno impattanti per l’ambiente?». E’ un quesito difficile, in epoche in cui i trattamenti obbligatori sono all’ordine del giorno (si veda il caso della flavescenza dorata) e c’è molta confusione nell’opinione pubblica, che spesso non sa distinguere tra diserbi, lavorazioni nei vigneti e irrigazioni semplici. E si mette spesso sul sentiero di guerra, senza saperne troppo sull’argomento: parola di chi scrive, per esperienza personale. Una parola anche sulla difesa dei versanti: «Spesso vi sono interventi massicci di modifica delle pendenze, per agevolare la lavorazione nei vigneti: sono azioni che causano un cambiamento del microclima e della struttura stessa dei terreni, e provocano una fragilità idrogeologica». E torniamo a dire: sono sotto gli occhi di tutti altri casi di colline squarciate, ripopolate con filari in posti in cui i nostri “vecchi” mai si sarebbero sognati di piantare viti. Con tutte le conseguenze del caso: nel nome di una legge di natura immutabile, longeva quanto il pianeta. Ossia: l’acqua scende al basso, che piaccia o no. Chiedetelo al torrente Borbore, ad esempio. Le linee guida della proposta di legge sono state ben esposte e chiare, ponendo l’accento su finalità quali la mitigazione del clima e la rigenerazione urbana: anche tramite la piantumazione obbligatoria negli spazi pubblici liberi, dando la precedenza alle essenze autoctone. Un gesto simbolico, in tal senso, si è compiuto proprio sabato con il placet del sindaco Andrea Cauda nella piazzetta della Vecchia Segheria. E’ stato un “lancio”, per questo moto che punta a creare economia circolare con la posa di piante, la manutenzione, l’abbattimento controllato e il recupero per vendita, i conferimenti di biomasse per residui vegetali, e una superiore attenzione alla presenza di siepi anche in funzione “antirumore”. Perosino ha aggiunto: «Chiediamo soprattutto ai Carabinieri Forestali di effettuare un sovracontrollo, soprattutto nella zona delle Rocche». Di rilevo il contributo portato da Alberto Cirio: «L’opportunità è “storica”, per un settore come l’agricoltura che deve tenere conto della risorsa-acqua, la più importante in assoluto. Noi abbiamo le Alpi, ma se non facciamo gli invasi, l’acqua passa sotto e va via: occorre fermarla quando si ha, e usarla quando serve. In Piemonte ci sono infrastrutture all’avanguardia per queste situazioni di carenza, ma per quanto riguarda la pianura: ora viene il momento di pensare alle aree collinari. Sono mesi che ci dicono “piove la prossima settimana”, ma è come la Champions League per la Juventus: per cui, da anni, si dice “il prossimo anno”. La pioggia sta diventando la stessa cosa, ma la nostra agricoltura ha bisogno in modo vitale di acqua, stiamo andando in emergenza idrica: per questo, nel nuovo Psr ci saranno risorse che permetteranno di creare invasi». Che fare, quindi? «E’ una nuova agricoltura che tiene conto dei cambiamenti climatici, così come è sempre stato per l’agricoltura: il nostro compito è sostenere questa evoluzione. Così qui, così anche per quanto concerne le assicurazioni: che per ora fanno in pochi, e costano tanto, stiamo lavorando per coprirne una quota sempre maggiore, Teniamo conto che ci sono Paesi, in Europa, in cui si assicura non solo il prodotto, ma anche il prezzo. Bisogna mettere al sicuro anche questo aspetto: finanziando interventi che assicurano ricchezza».

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