Allo studio un piano di abbattimento dei cormorani nei fiumi della Granda

langaI cormorani, grandi uccelli neri presenti in gran numero lungo le rive del Tanaro, del Belbo, del Bormida e di tutti i corsi d’acqua della provincia, rappresentano una minaccia per le nostre specie ittiche. Questi pennuti, in grado di ingurgitare fino a mezzo chilo di pesce al giorno, minacciano la sopravvivenza della trota marmorata, una rara varietà di trota dei nostri fiumi, diventata sempre più rara.

La Provincia di Cuneo, in qualità di ente delegato alla tutela faunistico-ambientale, ha promosso un incontro tra esperti, per trovare possibili soluzioni finalizzate a contenere il numero dei cormorani e salvare dall’estinzione la rara trota marmorata. All’appuntamento, presso la sede della Provincia, erano presenti, oltre al consigliere delegato alla Caccia e Pesca Pietro Danna, il dirigente del Settore Presidio del Territorio Alessandro Risso e il comandante della Polizia faunistico-ambientale Valerio Civallero e   Giacomo Pellegrino, presidente provinciale della Fipsas, federazione di pesca sportiva cui aderiscono oltre 3 mila pescatori.

Da un lato il cormorano (phalacrocorax carbo), che si nutre di circa 400-500 grammi di pesce al giorno, è diventato uno dei principali predatori ittici dei torrenti della Granda, ma è anche una specie tutelata dalla Direttiva Uccelli 2009/147/Ce sulla conservazione degli uccelli selvatici. Per acquisire dati certi e oggettivi sulla sua presenza la Provincia farà ricorso alle informazioni rilevate con cadenza annuale nell’ambito del progetto Iwc (International Waterbird Census) Italia. Dall’altro lato la trota marmorata (salmo trutta marmoratus) presenta uno status di conservazione sfavorevole in quasi tutto il suo areale italiano e la Provincia di Cuneo ha da tempo avviato iniziative a tutela. In alcuni luoghi, in cui è certa e consistente la presenza di tale specie ittica, sono stati effettuati censimenti, l’ultimo dei quali nel marzo 2019, con elettrostorditore e tramite conteggi visivi. L’avifauna acquatica svernante nelle zone umide italiane viene, infatti, censita da oltre un ventennio nell’ambito di un progetto che copre la totalità dei Paesi europei e mediterranei ed è coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra).

Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli Stati membri dell’Unione Europea possono derogare ai divieti quali l’abbattimento, la cattura, ecc. previsti dalla direttiva a tutela degli uccelli per ragioni oggettive: ad esempio, per la protezione della flora e della fauna. Le deroghe per gli abbattimenti degli uccelli sono consentite alle sole specie il cui status biologico lo consenta, tenuto conto delle condizioni specifiche che prevalgono nelle varie regioni. A livello nazionale, la normativa comunitaria per l’esercizio delle deroghe previste dalla Direttiva Uccelli è stata recepita dall’art. 19 bis della legge 157/1992. Nel caso di specie migratrici, quale il cormorano, il parere obbligatorio di Ispra per attuare le deroghe deve essere richiesto a quest’ultima entro il mese di aprile di ogni anno. In tale contesto normativo, la Provincia di Cuneo, dopo aver acquisito i dati sulla presenza del cormorano nel territorio di competenza e della trota marmorata nei luoghi di presenza identificati, acquisito il parere favorevole di Ispra ed adottate le eventuali prescrizioni, adotterà nel 2020 un Piano di tutela della trota marmorata attraverso il contenimento dei cormorani. Ciò avverrà esclusivamente laddove è certa la presenza di questa specie ittica. Ogni anno, sempre a partire dal 2020, si rileveranno anche le caratteristiche numeriche e distributive della popolazione di cormorano presente in provincia di Cuneo per verificare – sulla base dei monitoraggi – i cambiamenti e il trend dei popolamenti della trota marmorata nelle zone interessate alla tutela.

 

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