Allarme siccità

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Quasi cento giorni consecutivi senza precipitazioni, fiumi e laghi a secco, temperature sopra la norma che causano un anticipo delle fioriture e dell’arrivo dei pollini, giornate di smog oltre i limiti. Sono le conseguenze della siccità che continua a colpire anche la Granda in questo inverno anomalo.

 Lunedì (1 febbraio) lo zero termico rilevato dalla stazione meteo di Levaldigi è stato a quota 4200 metri. Nella stessa giornata, al colle di Tenda la temperatura ha sfiorato i 20 gradi, con inevitabili ripercussioni sulle piste della Riserva bianca.

«Situazione drammatica, preoccupante in prospettiva – dice Franco Parola, responsabile del servizio ambiente di Coldiretti Cuneo -. L’assenza pressoché totale di neve rischia di non garantire il normale deflusso di acqua quando ci sarà il disgelo, abbassando i livelli di falda. Anche se arrivasse la pioggia, confluirebbe nei fiumi verso il mare, impedendo l’effetto di “stoccaggio” progressivo che avviene con la neve».

 Altro problema, le fioriture. Le alte temperature causano un risveglio anticipato dei cicli vegetali, soprattutto dei frutteti. Improvvise gelate potrebbero distruggere gemme e raccolti».

Risvegliata in anticipo dal caldo anche la processionaria (un bruco parassita che si nutre degli aghi di pino) che sta invadendo le conifere.

Di qui l’appello agli utenti, da parte dell’Azienda cuneese dell’Acqua (Acda, rappresenta 85 comuni) e del Calso (23 centri serviti dall’Acquedotto delle Langhe sud occidentali), a utilizzare l’acqua senza sprechi.

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