Dal CuneeseScuola

All’Ancina in dieci anni oltre 700 studenti hanno avuto la certificazione di Inglese

Grazie alla collaborazione con l’università di Cambridge più di 500 liceali col livello B2, 170 con il C1 e 17 col C2

Al liceo Ancina, in una riflessione di coordinamento didattico sui metodi e sugli strumenti di insegnamento della propria disciplina, i docenti di lingua inglese hanno piacevolmente constatato che ad oggi sono già 180 gli studenti del Liceo che hanno conseguito la certificazione Cambridge Cae nel corso di un decennio, mentre nello stesso periodo 17 allievi hanno raggiunto il traguardo del livello C2 – Proficiency , superando l’esame che certifica il livello più alto di competenze linguistiche per studenti stranieri. I due dati, che confermano la solidità della preparazione degli allievi dell’istituto, si riferiscono a tutti e tre gli indirizzi della scuola, scientifico, linguistico, e scienze umane.

Questi dati, che si aggiungono ad un numero  ben più alto di allievi che hanno ottenuto la certificazione di livello B2 – First (intorno ai 500), vanno evidentemente rapportati al numero degli allievi del liceo fossanese (circa 600), che proprio delle dimensioni contenute fa uno dei suoi punti di forza.

Come si può spiegare in poche parole la difficoltà nel superare gli esami CAE e PROFICIENCY somministrati da Cambridge Assessment (Università di Cambridge)? E come si può spiegare questo successo – che è sorprendente anche per gli stessi referenti dei centri esami Cambridge – in una realtà provinciale apparentemente così lontana dai circuiti internazionali?

Alla prima domanda si risponde dicendo che negli esami CAE e Proficiency il candidato deve dimostrare di comprendere testi scritti ed audio presi da quotidiani, libri, trattati, saggi, con una modalità di svolgimento della prova nella quale emergono, oltre alla rapidità di esecuzione, la competenza linguistica e il possesso di abilità logico-comunicative che permettono di associare idee e concetti espressi da diversi interlocutori. Anche le prove di produzione, scritta ed orale, richiedono livelli elevati di competenza linguistica nell’elaborazione di saggi, relazioni, articoli, recensioni, all’interno dei quali il contenuto non può mai essere banale, o scontato. Infatti, la competenza linguistica ed il contenuto vanno di pari passo, e le idee devono essere espresse con coerenza, coesione ed ovviamente, proprietà linguistica di livello avanzato.

Un candidato del liceo che sostenne per la prima volta l’esame Proficiency a Torino, Matteo Dalmazzo, ebbe a dire, a proposito della quarta componente dell’esame (speaking – produzione orale): “a certe domande è difficile dare una risposta anche in Italiano, soprattutto se su due piedi ti viene chiesto, per esempio, di esprimere una opinione sugli stili architettonici degli edifici di una città”. Questa valutazione fa comprendere come anche per un parlante madrelingua questi esami di certificazione potrebbero essere particolarmente ostici, in mancanza di una adeguata preparazione linguistica e culturale.

In relazione, invece, alle ragioni del successo, va senza dubbio citato il coordinamento disciplinare dei docenti della materia, mossi da entusiasmo, motivazione e professionalità. La scelta degli strumenti, e dei materiali, completano il lavoro di preparazione dei propri studenti. Va detto che la competenza di questi ultimi, in uscita dalla scuola media, è già buona, e facilita enormemente il lavoro degli insegnanti del liceo. Inoltre, progetti ancora attivi sul territorio fossanese, come FCE (Fossano Certifica l’Eccellenza – finanziato dalla Fondazione CRF), che a suo tempo fu avviato sotto l’egida del Liceo (scuola capofila), le aspettative di famiglie ed allievi, la consapevolezza di quanto sia importante saper usare la lingua inglese in un mondo globalizzato, sono ulteriori elementi che contribuiscono al conseguimento di obiettivi di così alto livello.

 

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