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Alla scoperta delle orchidee piemontesi, a rischio di sparizione

Oggi è la Giornata mondiale della biodiversità. Istituita dalle Nazioni Unite nel 2000 e proclamata per il 22 maggio, ha lo scopo di aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi della biodiversità e di commemorare l’adozione del testo della Convention on Biological Diversity (CBD) adottata a Nairobi, Kenya, il 22 maggio 1992 e firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992.
Il tema di quest’anno è Costruire un futuro condiviso per tutte le forme di vita.

Ma che cos’è la biodiversità e perché è così importante?

Con biodiversità, o diversità biologica, si intende la varietà e la variabilità degli esseri viventi e degli ecosistemi nei quali questi vivono, come specificato nella definizione della Convenzione Onu sulla Diversità Biologica, che sottolinea inoltre come la diversità sia intesa sia a livello genetico, di specie e di ecosistema.
La biodiversità significa quindi ricchezza, come quella che caratterizza la vita sulla Terra, e tiene conto quindi del numero e dell’abbondanza degli habitat presenti, della quantità di specie che vivono in una zona e della loro distribuzione e infine della differenza dei geni tra i rappresentanti di una determinata specie.

Le orchidee spontanee

Le orchidee spontanee sono tra le entità a maggior rischio di sparizione in tutta Europa, a dispetto del loro status di piante protette secondo le convenzioni internazionali e Direttive europee recepite dall’Italia come la Direttiva Habitat 92/43/CEE.
La loro particolare vulnerabilità discende da un’ecologia caratterizzata da un’estrema dipendenza nei confronti di altre componenti dell’ecosistema: non solo richiedono, per la riproduzione, insetti impollinatori, ma anche specifici funghi microscopici che sono indispensabili per la germinazione dei semi e la sopravvivenza delle orchidee; queste ultime sono quindi considerate a maggior rischio di estinzione, rispetto ad altre piante, in quanto fortemente legate ad altri organismi a loro volta minacciati dai cambiamenti ambientali in corso.
A causa di tale estrema sensibilità alle variazioni ambientali, le orchidee rivestono un ruolo riconosciuto di bioindicatorie segnali di allerta precoce della salute dell’ecosistema.

 

Le Langhe, territorio piemontese situato a tra le province di Cuneo e Asti, in virtù della matrice calcarea sedimentaria e dell’abbondanza di habitat idonei, sono uno dei territori nazionali più ricchi di orchidee spontanee, sia come varietà di specie che come popolamenti localmente abbondanti, oggetto di ammirazione per le stupende fioriture. Tuttavia anche qui si assiste ad un declino di queste piantesoprattutto nella zona dove le tipologie culturali prevalenti (vigneti e noccioleti) sono più diffuse, nonostante questi habitat agricoli, se gestiti in modo ecologicamente sostenibile, possano ospitarle, diventando in tal modo bioindicatori di qualità del territorio agricolo.

Proprio per questo motivo Arpa Piemonte ha avviato attività di sensibilizzazione, monitoraggio e responsabilizzazione delle comunità locali e degli agricoltori, tramite l’approccio della Custodia, strumento di conservazione partecipata fondato sulla sottoscrizione di accordi di impegno volontario.

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