Alessandro Preziosi e la pazzia di Van Gogh

In una lettera al fratello Theo, Vincent Van Gogh scriveva: «C’è un tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell’impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto; […] se vuoi puoi considerarmi tale».

Nel 1889, in seguito a un attacco di follia che lo aveva portato a tagliarsi un orecchio, il pittore si ricovera all’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy in Provenza: qui gli viene permesso di continuare a dipingere fin quando non tenta il suicidio ingerendo tubetti di colori, di lì il divieto di avere in stanza gli attrezzi del mestiere e il periodo di riposo forzato dall’arte. Da questo episodio, che costringerà Van Gogh alla stasi e all’immobilità artistica, prende spunto l’opera di Stefano Massin “Van Gogh. L’assordante rumore del bianco” con cui il drammaturgo fiorentino vinse nel 2004 il Premio Tondelli. Andrà in scena sabato 8 e domenica 9 dicembre al Teatro Sociale Busca di Alba, con Alessandro Preziosi nel ruolo del pittore e Alessandro Maggi alla regia.

Massini coglie lo spunto dalla vicenda biografica di Van Gogh per trattare un tema sempre caro alla drammaturgia.Come afferma lo stesso autore «il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno», esplorando contemporaneamente il concetto di libertà individuale. Il pittore è chiuso in una stanza bianca, accecante per quanto è candida, anzi assordante come recita il titolo, e lì la sua pazzia anziché scomparire sembra crescere sfociando in una percezione della realtà dai confini sempre più sfumati, dove protagonista non sa riconoscere ciò che è vero da ciò che non lo è. Privandolo dei colori, quelli per disegnare e quelli dell’ambiente circostante, Massini pone Van Gogh di fronte a se stesso, in un assenza che crea fantasmi e porta a un inevitabile autoanalisi da cui è difficile uscire vincitori.

Il titolo dello spettacolo evoca in maniera brillante questa condizione: il bianco diventa un rumore ed è assordante come spesso viene descritto, in una coesistenza con l’assordante silenzio. Non è in questo caso la presenza di qualcosa ad alimentare la follia ma è la sua assenza, il bianco come sottrazione di colore e non come massima espressione di luce, il bianco come un buco nero in cui il protagonista non riesce a stare, incalzato dai suoi aguzzini, il narcisistico psichiatra della clinica e gli infermieri dell’ospedale, e da cure obsolete che gli provocano solo maggiore inquietudine. Massini prova a far uscire il protagonista dal suo autismo attraverso una figura-ponte, il direttore del centro Peyron, desideroso di sperimentare una nuova cura per i malati di mente, l’ipnosi, e affascinato dai dipinti di Van Gogh e dal tormento e la bravura che essi trasmettono.

Appuntamento, dunque, al “Busca” di Alba. Tutti i biglietti della stagione 2018-2019 sono disponibili al botteghino del teatro (in piazza Vittorio Veneto n. 3) il giovedì dalle ore 15 alle 18 e nei giorni di programmazione di spettacolo a partire da due ore  prima dell’inizio dell’evento. Nei punti vendita del Circuito Piemonte Ticket (ad Alba la libreria La Torre – via Vittorio Emanuele n.19/g, telefono 0173/33.658). Qualora uno spettacolo risultasse esaurito, si consiglia di telefonare in teatro dalle ore 19 del giorno stesso per verificare se si fossero resi disponibili dei biglietti.

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