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Alessandro Bergamo, sous chef di Carlo Cracco vince la selezione della Bocuse d’Or

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Selezione italiana del Bocuse d’Or 2020: ha vinto Alessandro Bergamo

Apro Accademia Alberghiera ha ospitato la gara culinaria che ha selezionato lo chef che rappresenterà l’Italia alla finale Europea di maggio a Tallin

Tre le squadre in lotta per il primo posto in una competizione di 5 ore e 35 minuti

Il Bocuse d’Or, creato nel 1987 dal cuoco francese Paul Bocuse, è considerato come l’Oscar della gastronomia che ogni due anni impegna i cuochi più raffinati e creativi del globo in una sfida mondiale che ne decreta il migliore come il rappresentante dello spirito l’arte della ristorazione. Per questo nel 2017 è nata ad Alba l’Accademia Bocuse d’Or d’Italia, una scuola che promuove la cucina italiana nel mondo con l’intento di valorizzare la professionalità e divulgare la biodiversità gastronomica nostrana. Presidente dell’Accademia Bocuse d’Or d’Italia è il Tre Stelle Michelin Enrico Crippa del Ristorante Piazza Duomo con Carlo Cracco vice presidente e Luciano Tona nel ruolo di direttore.

Lunedì 27 gennaio presso la sede dell’Accademia Alberghiera Apro di Alba si è svolta la “gara” che ha selezionato il concorrente che rappresenterà l’Italia nell’evento finale della competizione culinaria più importante al mondo: la finale europea del “Bocuse d’or” che si terrà a Tallin (Estonia) il 28 e 29 maggio.

A rappresentare l’Italia alla finale sarà lo chef Alessandro Bergamo salito sul gradino più alto del podio con il suo gruppo di lavoro do cui hanno fatto parte il “commis” Francesco Tanese ed il “coach” Lorenzo Alessio.

Alessandro Bergamo ha 30 anni ed è “sous chef” di Alessandro Cracco, presidente del collegio giudicante insieme con Enrico Crippa e rappresenta uno dei professionisti più seguiti e riconosciuti nel mondo dell’alta cucina italiana. Lunedì scorso si è aggiudicato la vittoria prevalendo sui team sfidanti: quello di Andrea Del Villano con Francesco Prata e Filippo Crisci e quello di Marialuisa Lovari, Briget Gimmi e Susanna Del Cipolla.

Per tutti la sfida è stata quella di preparare, nel tempo di 5 ore e 35 minuti, un piatto di carne utilizzando il coniglio grigio di Carmagnola e la salsiccia di Bra griffati dai rispettivi Presìdi Slow Food e un piatto di pesce creato a partire dallo sgombro del Mediterraneo e dal carciofo di Sicilia. Nel dettaglio: la roulade di coniglio con sfogliatella di rapa agli agrumi con semi di senape fermentati, salsiccia di Bra, mela e rapa al Martini, tartelletta di topinambur e caffè. E poi: rillette di coniglio in sfoglia di patate e semolino. Passando al pesce: terrina di sgombro con salsa all’aceto di scalogno e aneto, purea di carciofo e Cynar, tartelletta di broccolo e nasturzio, raviolo di rapa e frutto della passione. Molto consistente la presenza di chef nostrani chiamati a far parte della giuria di degustazione: Ugo Alciati, Massimo Camia, Flavio Costa, Pasquale Laera, Damiano Nigro e Davide Palluda.

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