Alberto Cirio e Alba “caput Pedemonti”

Habemus papam! In quest’epoca di commistione elettorale tra politica, rosari e Madonne (Salvini docet) finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo. Al termine di un lunghissimo conclave la Regione Piemonte ha un nuovo governatore: Alberto Cirio. Con il suo quasi 50% ha stritolato Sergio Chiamparino, che si è fermato a pochi passi dal 36%. Una vittoria netta, dunque, che va oltre i demeriti dell’ex presidente (che signorilmente si è accollato la responsabilità di questo tracollo), ma che è figlia anche del boom del centrodestra unito, trainato (o trascinato) dall’irresistibile ascesa della Lega. Questo risultato, regala agli albesi il massimo rappresentante a livello regionale. A Palazzo Lascaris arriveranno anche altri tre albesi doc: Mario Canova (centrodestra), Ivano Martinetti (M5S) e Maurizio Marello, unica nota lieta per un centrosinistra che deve metabolizzare, un’altra e cocente sconfitta: Alba. Nella Capitale delle Langhe dopo due consiliature marchiate Marello, arriva un sonoro stop per la maggioranza uscente a traino Pd. Olindo Cervella è stato travolto da Carlo Bo, che non ha avuto bisogno nemmeno del ballottaggio, superando il 50% delle preferenze. Il neo sindaco non deve nemmeno ringraziare troppo la Lega che, almeno nelle comunali, è rimasta al di sotto del 15%. Chi piange (Martinetti a parte) sono i Cinque Stelle. Tanto nelle Europee, quanto nelle Regionali, hanno raccolto in Piemonte risultati deludenti (poco più del 13%). Ancor peggio è andata ad Alba, dove Giorgio Degiorgis, con il suo 4,19%, avrà ben poche speranze di entrare nel Consiglio comunale. Per una volta, infine, la nostra città finirà sul libro nero dei comuni ritardatari. Sebbene la vittoria di Bo non sia in discussione, ben tre sezioni (1, 20 e 24) al momento di andare in stampa non hanno concluso le operazioni di spoglio. Per metabolizzare l’onta, consigliamo a tutti di giocare questi tre numeri al lotto, chissà che non portino fortuna?

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