ALBA – «Troppo pochi hanno detto addio all’ex cappellano del nostro ospedale»

Giovedì 14 aprile, a Vezza d’Alba, abbiamo partecipato al funerale di don Giovanni Artusio, cappellano dell’ospedale “S. Lazzaro” dal 1989 al 2014. Ha passato un quarto di secolo nell’ospedale dove è tornato per morire la notte del 2 aprile scorso.

A Vezza mancava dal 1952 e quasi nessuno più lo conosceva: sarà per questo che la chiesa era mezza vuota! Le persone che lo hanno incrociato nelle corsie dell’ospedale, in chiesa si potevano contare con le dita! E non è banale ricordare come don Nino presenziasse sempre ai funerali dei familiari dei dipendenti. Mi chiedo dove sia la riconoscenza umana, la cura delle le relazioni autentiche e la gratitudine per quanto don Nino ha fatto in oltre 9.100 giorni vissuti tra la gente (ammalati, familiari, operatori sanitari, dipendenti dell’ospedale) presso il nosocomio albese.

Forse ci stiamo perdendo delle cose, dei momenti e delle persone importanti per la nostra vita e per la nostra crescita umana e di fede. O, forse, ci stiamo semplicemente perdendo, col rischio di non ritrovarci mai più? I nostri morti, dal ricordarli o meno, restano nelle mani di Colui che se ne prende cura, per sempre.

Ma le frasi slogan, quelle che diciamo noi addetti ai lavori in campo socio sanitario come «il passare dal curare al prendersi cura delle persone», lasciano il tempo che trovano se non ci mettiamo il cuore. “I care” diceva sempre don Lorenzo Milani, cioè “Mi stai a cuore”. Ripartiamo dal cuore e troveremo il coraggio di fare qualche passo in più, con autenticità.

Don Domenico Bertorello,

assistente spirituale dell’ospedale di Alba

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