Alba rilancia la fattibilità del terzo ponte sul Tanaro

Venerdì 12 aprile il Tavolo delle Autonomie per il Territorio ha raccolto nel municipio albese gli eletti della Granda, per fare insieme il punto circa le questioni già sottoposte loro in campagna elettorale. Ovvero, tra temi d’interesse generale e locale, ai neo parlamentari è stato chiesto di esprimersi circa la legge per i piccoli Comuni, la valorizzazione dei borghi, la manutenzione del territorio, le difficoltà delle imprese, la lotta alla burocrazia, l’ospedale, l’autostrada, il collegamento ferroviario tra Alba e Asti e il carcere “Mon­­talto”.

Premesso che sarebbe stato difficile aspettarsi commenti rivoluzionari “a prescindere”, anche le trattative per la formazione del Governo hanno finito per omologare molto i commenti dei parlamentari. In modo che Marco Perosino (Forza Italia), Chiara Gribaudo e Mino Taricco (Pd), Guido Crosetto (Fratelli d’Italia), Fabiana Dadone e Paolo Romano (M5S), e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia) hanno finito per dare tutti un colpo al cerchio (la comprensione solidale per i temi sottoposti) e uno alla botte del gioco di squadra e della trasversalità di schieramento.

Autostrada. Sul fronte dell’A33 si è appreso che entro aprile dovrebbero arrivare a Roma, da Bru­xelles, i documenti che sbloccheranno la conclusione della progettazione e poi la ripresa dei lavori “a lato” della collina di Verduno. Ipotizzando un completamento entro la fine del 2019. Per esperienza personale diremmo che sarà meglio attendere posta da Bruxelles e tenere d’occhio il calendario.

Nuovo ospedale. Sul fronte Verduno è stata confermata la data di fine 2018 come traguardo per la consegna del cantiere. Totale e condivisa perplessità, invece, sull’eventualità che potranno mai coincidere l’apertura del nosocomio di Verduno con una rete di collegamenti viari sicuri ed efficienti.

Dal carcere alle ferrovie. Del “Montalto” di Alba è stata confermata l’esistenza di un cronoprogramma che data alla fine del 2019 la nuova apertura di tutto l’edificio.

Paolo Romano ha invece spiegato che sarà arduo aggirare l’ostacolo della messa in sicurezza della galleria Ghersi. Analogamente Marco Perosino ha smitizzato i 160 milioni di euro destinati ai piccoli Comuni: fatti per bene i conti si tratta di 1.800 euro/annui a Comune. Ovvero: meglio lasciar perdere per risparmiare in burocrazia.

L’offerta di Marello. Il colpo grosso l’ha così sferrato il primo cittadino albese, che a proposito di infrastrutture ha messo sul panno rosso 5 milioni di euro destinati alla realizzazione del terzo ponte sul Tanaro.

«La mia richiesta agli eletti – ha spiegato – è di lavorare a una legge che renda più facile l’ottenimento dei cosiddetti “spazi finanziari”, la possibilità di spendere i soldi che il Comune possiede. Per il terzo ponte abbiamo un progetto che vale 22 milioni. Dedotti i 12 disponibili attraverso i Fondi Crosetto, si scende a 10: Alba può metterne 5 a fronte di un analogo cofinanziamento da parte della società Asti-Cuneo Spa. E così i soldi ci sarebbero».

Si è immediatamente formato un fronte politico coeso e trasversale favorevole a questa posizione. Last but non least, la richiesta dell’avvocato Ponzio di predisporre adeguati strumenti di tutela a garanzia del prestigio e dell’unicità del Bianco d’Alba. Mino Taricco ha però replicato sostenendo l’impossibilità di ottenere una Dop per il tartufo non essendo un prodotto di coltivazione.