Alba racconta la mafia. Incontro pubblico al Palazzo Comunale

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Sabato 15 dicembre alle 9.30 Alba parlerà di mafia. Un incontro con Libera Piemonte. Si discuterà dell’indagine che ha svelato la presenza della ’ndrangheta tra Asti e Cuneo. Sarà ricordato Giuseppe Montalto, l’agente ucciso dalla mafia a cui è intitolato il carcere di Alba. Appuntamento in sala della Resistenza, palazzo comunale di Alba (piazza Risorgimento, 1). L’incontro, dal titolo “Mafie: capire e raccontare”, terzo appuntamento della manifestazione “TuttiDiritti – Carcere, Legalità, Persone”, è aperto al pubblico.

Al centro dell’incontro ci sarà l’operazione Barbarossa, condotta nella primavera scorsa dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Asti, portando allo sgominamento di una cellula di ‘ndrangheta attiva nell’astigiano e con base nell’albese.

Tuttavia dopo l’intervento delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata nel basso Piemonte, nel maggio scorso, il primo cittadino albese, Maurizio Marello, ha incontrato le organizzazioni a contatto con il mondo lavorativo e produttivo del territorio per sondare, capire, porre l’attenzione e tutelare una zona ricca e quindi appetibile ed a rischio infiltrazioni malavitose, soprattutto nel settore degli appalti e nel mondo agricolo.

L’attenzione da parte dell’Amministrazione è alta – dichiara Marello – Nel maggio scorso abbiamo siglato il Patto per l’attuazione della sicurezza urbana con il Prefetto di Cuneo per rafforzare le azioni di prevenzione e di contrasto alle forme di illegalità presenti nel territorio. Qualche settimana fa, il ministero ci ha finanziato il 40% di un progetto da 238 mila euro per potenziare il sistema di videosorveglianza  in diverse zone della città, anche attraverso sistemi di tracciabilità targhe automobilistiche, ed integrarlo con le sale operative della Questura di Cuneo e del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri“.

Un momento di ricordo sarà dedicato all’agente Giuseppe Montalto ucciso a soli trent’anni dalla mafia in una frazione di Trapani, alla vigilia di Natale del 1995, davanti alla moglie incinta e alla figlioletta di dieci mesi perché aveva intercettato, e sequestrato, un bigliettino fatto arrivare in carcere ai boss. A lui è intitolata la Casa di Reclusione di Alba da ottobre 2011. A ricordarlo nella sala della Resistenza ci sarà l’ispettore della Polizia Penitenziaria Gerardo Romano che ha lavorato con Giuseppe Montalto nel Carcere di Torino. A introdurre e a moderare l’incontro sarà Alessandro Prandi, Garante comunale delle persone private della libertà.