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Alba: presentato ai Comitati di Quartiere il nuovo presidio sanitario albese

L’idea di Casa della Salute si può dire obsoleta e sostituita dal nuovo concetto di Casa di Comunità, contenente al suo interno un Ospedale di comunità. Dell’evoluzione del progetto e di come trasformarlo in mura, locali e attrezzature si è parlato nel corso di un incontro tra i Comitati di quartiere cittadini, il sindaco Carlo Bo e la direzione dell’Asl CN2 presente con il direttore generale Massimo Veglio e il direttore sanitario Alessandra D’Alfonso. L’incontro si è svolto nella nuova Sala Giunta del Palazzo comunale lo scorso 8 febbraio. L’incontro è stata l’occasione per fare il punto della situazione e approfondire gli aspetti di un progetto di assoluto rilievo tanto per quanto riguarda lo sviluppo della sanità di territorio, quanto la riqualificazione di una parte di città assai provata dalla chiusura del presidio ospedaliero albese. Come anticipato in apertura, il futuro della Casa della Salute si è ampliato di servizi e contenuti.

L’intervento avrà per oggetto 4.700 metri quadrati del vecchio San Lazzaro dove sarà interamente ricostruita la parte moderna per renderla funzionale alle nuove esigenze mentre la parte monumentale sarà oggetto di recupero conservativo e avrà anch’essa destinazione ad uso sanitario. Nella nuova visione, il progetto vedrà la Casa della comunità come punto di riferimento per la medicina preventiva e l’assistenza territoriale e contenitore integrato con l’Ospedale di comunità. Una struttura destinata ad accogliere le attività ambulatoriali attualmente in via Armando Diaz e via Enrico Toti e gli studi professionali dei medici di medicina generale che vorranno trasferirvi l’attività di assistenza agli assistiti. L’Ospedale di comunità disporrà di attrezzature per la diagnostica per immagini e sarà attrezzato per consentire l’assistenza (si parla di una ventina di letti) ai pazienti acuti dimessi da Verduno ma bisognosi di cure intermedie prima del rientro a casa. «Il progetto – commenta il sindaco Carlo Bo – è di altissimo valore.

Realizzare una struttura sanitaria dove si faranno prevenzione, cure di livello intermedio, medicina di base e assistenza territoriale significa per il nostro territorio essere due volte all’avanguardia: a Verduno con il nuovo ospedale e ad Alba con la Casa della comunità. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione è ragionevole ritenere che si possano iniziare i lavori entro l’anno. Per quanto riguarda le risorse – chiude Carlo Bo – abbiamo il sostegno della Fondazione CRC e il coinvolgimento della Fondazione CRTorino e stiamo perfezionando il contenitore giuridico (quasi certamente un fondo) all’interno del quale procedere».

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