Da Alba a Gibilterra sulle due ruote

Dalla capitale delle Langhe allo stretto di Gibilterra, in bici.  È l’impresa tentata e riuscita da Paolo Leccio, 50enne albese che nelle scorse settimane ha realizzato un suo piccolo, grande sogno: quello di un viaggio attraverso l’Europa da farsi sulle due ruote.

Accantonata per un attimo la sua meta d’elezione, l’Est Europa e Mosca in particolare («Ma ci voglio provare, forse ancora entro l’anno»), Paolo ha puntato sul celebre promontorio, territorio britannico d’oltremare (fu ceduto all’Inghilterra nel 1713, in seguito alla guerra di successione spagnola) che dalla costa meridionale della penisola iberica spagnola si affaccia su quelle dell’Africa.

Una meta decisa mappe climatiche alla mano, considerato anche il periodo scelto per questa particolare esperienza cicloturistica: un viaggio iniziato lo scorso 13 marzo e conclusosi con l’arrivo cinque settimane dopo, il 19 aprile, dopo 33 tappe e un totale di 2.210 chilometri percorsi.

«Pedalavo ogni giorno dalle 7 del mattino alle 14, una media giornaliera di 67 km, dopodiché mi dedicavo a visitare la città o il paese in cui il percorso studiato alla vigilia mi aveva portato», spiega Paolo, che per viaggiare più leggero si è anche costruito da solo una speciale bicicletta, limitando anche il peso del bagaglio.

«Il clima era rigido, ma ancora sopportabile – racconta ancora –. In Francia ho trovato una rete di piste ciclabili molto bella e fruibile, a differenza della Spagna, dove salvo che per brevi tratti non ci sono percorsi dedicati, e dove le coste sono un saliscendi continuo e molto impegnativo. Per il resto, esclusi tre giorni di pioggia fitta che mi hanno indotto a utilizzare il treno, non ho incontrato particolari intoppi. Anche per dormire non ho avuto problemi, ho usato molto le strutture della rete Airbnb e ho sempre trovato agevolmente un riparo, con alberghi e bed & breakfast spagnoli generalmente più economici di quelli francesi».

Che ricordi lascia questa parte di Europa vista con i lenti tempi delle due ruote?

«Il ricordo di panorami e località bellissime, senza dubbio, ma anche l’impressione di una realtà in sommovimento, con le manifestazioni indipendentiste in Catalogna, scioperi in Spagna, fabbriche occupate alla periferia di Marsiglia…».

Il ritorno?

«In bus, da Gibilterra a Barcellona e poi da lì a Torino. Con 190 euro ci si paga il viaggio».

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