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Alba e Bra, uno sguardo al 2050: un cittadino su tre avrà più di 65 anni

La società dovrà farsi carico di una popolazione sempre più vecchia con molti ultracentenari

Immaginatevi di fare un salto nel tempo di quasi 30 anni, diciamo all’anno 2050. E poi di andare a fare i classici due passi in una delle vie del centro di Alba o di Bra. In un mondo che cambia così velocemente è davvero difficile provare ad immaginare quali saranno i mezzi di trasporto, le mode o tutte le altre meraviglie elettroniche di cui disporranno i nostri concittadini del futuro. Una cosa però la sappiamo con certezza. Quasi due terzi dei passanti che incrocerete durante la vostra passeggiata avranno più 50 anni, la metà più di 65. Sicuramente incontrerete ben pochi ragazzi, e ancor meno bambini. Insomma, quello a cui stiamo andando incontro è un mondo di anziani.

Famiglie senza figli

A fornirci questo desolante quadro del futuro di Alba e Bra è la previsione realizzata dal Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese utilizzando i dati e le proiezioni dell’Istat. Il report socio-demografico ci racconta di una provincia che cambia – assai più velocemente del previsto – in cui si fanno sempre meno figli e l’età media della popolazione cresce in misura preoccupante. Nel 2050, in Granda, un cittadino su tre avrà più di 65 anni, con una considerevole fetta di ultracentenari. Un dato su cui riflettere, soprattutto se si cosidera che, nelle stesse zone dell’albese e del braidese, negli anni ‘6o gli over 65 erano appena il 10% della popolazione. Ma questo trend avrà anche altri risvolti negativi, sottolineati dallo stesso rapporto del Consorzio Socio Assistenziale. Parallelamente all’aumento del numero degli anziani si assisterà, infatti, ad una riduzione del numero dei parenti stretti, figli e nipoti, con la conseguente diminuzione delle capacità di cura e assistenza operata dalle famiglie. Sarà quindi la società a doversi far carico dei bisogni di una popolazione sempre più vecchia, con costi notevoli e gravi conseguenze sia sul piano sociale che su quello sanitario. Insomma, per i bambini di oggi e di domani, che nel 2050 saranno la forza trainante della nostra società – quella che lavora e versa i contributi – si prospettano davvero non poche grane.

Le sfide del futuro

Questo paventato trend negativo è già incominciato e difficilmente la tendenza potrà invertirsi. Le proiezioni dell’Istat ci dicono che già entro i prossimi 10 anni la popolazione della provincia di Cuneo si ridurrà del 4%. Contemporaneamente, crescerà l’aspettativa di vita sia per gli uomini che per le donne. Prima di tornare nel presente, abbiamo però ancora il tempo di gettare uno sguardo sulle famiglie. Sempre in Granda, proiezioni alla mano, nel 2050 le coppie senza figli supereranno abbondantemente quelle con almeno un figlio, 23% contro 14%.

Sono dati su cui è importante riflettere oggi e che il mondo politico non può non tenere in considerazione. Servono programmazioni, tavoli di lavoro e investimenti, per non farci trovare impreparati di fronte ai nuovi bisogni che emergeranno prepotentemente tra pochi decenni…

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