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Al via il Sinodo diocesano di Cuneo e Fossano: la Chiesa si mette in discussione

Venerdì 28 maggio, alle ore 20, presso la Cattedrale di Cuneo primo incontro con 106 delegati diocesani

Venerdì 28 maggio alle ore 20, presso la Cattedrale di Cuneo (via Roma), alla presenza di Mons. Piero Delbosco, vescovo di Cuneo e Fossano, si terrà la celebrazione di apertura del Sinodo diocesano, percorso di ascolto, incontro e discernimento proposto dal vescovo a tutti i fedeli tramite le assemblee sinodali, presiedute dal vescovo e dai 106 delegati, denominati sinodali, indicati dalle parrocchie e dalle unità pastorali delle due diocesi. Nel corso della serata si terrà la firma dell’atto di indizione del Sinodo e il conferimento del mandato ai sinodali. Il percorso proseguirà con l’ascolto sul territorio e con le assemblee sinodali che si terranno periodicamente a partire dall’autunno 2021. Per informazioni e aggiornamenti sul Sinodo visitare il sito internet www.sinodocuneoefossano.it o scrivere all’indirizzo e-mail segreteria@sinodocuneoefossano.it.

“Il periodo che stiamo vivendo richiede confronto e scambio di idee – afferma il vescovo di Cuneo e Fossano, Mons. Piero Delbosco -. Anche la Chiesa sente la sollecitazione dei grandi interrogativi che la pandemia ha innescato ed è convinta di poter contribuire alla ripresa della vita sociale offrendo risorse di speranza, ma per fare questo deve rinnovarsi sul piano delle proprie strutture e delle mentalità. Perciò a 23 anni dalla conclusione del quarto Sinodo diocesano di Cuneo e dell’undicesimo Sinodo diocesano di Fossano, ho pensato di convocare un Sinodo diocesano che coinvolge entrambe le diocesi, incamminate verso l’unificazione. Si vuole ripensare in radice la presenza della comunità cristiana sul territorio, alla luce del cambiamento d’epoca che stiamo attraversando”.

Il cammino sinodale vedrà l’ascolto di tante voci di singoli e di comunità su quattro grandi temi: i cambiamenti epocali, l’organizzazione parrocchiale, la fede, la figura del prete. “Proprio l’ascolto di tante voci tiene aperto il percorso anche su nuovi temi che potranno essere ritenuti particolarmente attuali ed urgenti – prosegue Mons. Delbosco – Il momento culminante sarà costituito da assemblee plenarie rappresentative di tutti i fedeli, chierici e laici. In questi mesi ci confronteremo per proporre percorsi nuovi, che aiutino i cristiani e le loro comunità ad essere soggetti di umanizzazione nell’epoca contemporanea”.

Le diocesi di Fossano e di Cuneo si caratterizzano per la frammentazione delle parrocchie rispetto al numero di abitanti. Fossano conta 33 parrocchie per 42mila abitanti (8 sotto i 300 abitanti; 15 da 300 a 1.000 abitanti; 6 da 1.000 a 3.000 abitanti; 4 oltre i 3000 abitanti). Solamente 12 hanno il parroco residente. La diocesi di Cuneo ha 82 parrocchie per 115mila abitanti (28 sotto i 300 abitanti, di cui 9 con meno di 50 abitanti; 21 da 300 a 1.000 abitanti; 23 da 1.000 a 3.000 abitanti; 10 oltre 3.000 abitanti). Solamente 35 hanno il parroco residente. Le due diocesi di Cuneo e Fossano, nel loro insieme, contano 118 preti residenti e incardinati in diocesi (escludendo i religiosi), di cui 52 sono parroci in carica (le parrocchie delle due diocesi sono 115): 28 hanno più di 80 anni, 38 hanno tra 71 e 80 anni, 19 hanno tra 61 e 70 anni, 12 hanno tra 51 e 60 anni, 10 hanno tra 41 e 50 anni, 11 hanno tra 28 e 40 anni. Attualmente oltre la metà dei preti (66 su 118) ha più di 70 anni.

“Le prospettive di un ulteriore drastico ridimensionamento del clero nei prossimi 5 anni obbligano a rivedere e riorganizzare continuamente la presenza dei preti e dei diaconi nelle zone pastorali – conclude Mons. Delbosco -. Spingono le comunità a interrogarsi su come sviluppare collaborazione e corresponsabilità, per essere comunità vere, dinamiche e attive nella trasmissione della fede”. La preparazione del Sinodo è stata avviata con una fase di ascolto, che ha avuto il suo momento inaugurale domenica 4 ottobre 2020, mediante la proposta di celebrazioni in ogni zona pastorale delle due diocesi. Il Sinodo si concluderà con un libro sinodale scritto dal vescovo e consegnato a tutte le comunità. In esso verranno dati orientamenti per il futuro, recependo il frutto del dialogo avvenuto nelle assemblee.

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