Al Lions Club Carrù-Dogliani un incontro su “Minacce informatiche e attacchi hacker”

DOGLIANISi è parlato di “Minacce Informatiche”, giovedì 17 ottobre al meeting del Lions Club Carrù-Dogliani, tenuto presso la sede, l’Agriturismo “La Pieve” di Dogliani. Ricevuto dal Presidente, Carla Blengio, ha intrattenuto  i soci  Stefano del Terra, esperto di Informatica, già responsabile di grandi centri di elaborazione dati, di recente si è occupato di servizi di sicurezza informatica per le aziende. Presenti alla serata anche gli Officer distrettuali, Rossella Chiarena e Raffaele Sasso.
 «Quando fui assunto a metà degli anni Settanta, a Genova  – ha spiegato Stefano del Terra – la mia azienda acquistò un elaboratore elettronico dal costo di 13,5 miliardi di lire, una cifra enorme. Anche all’epoca era necessario preoccuparsi della sicurezza dei dati, ricorrendo frequentemente ai “salvataggi”, data la scarsa affidabilità delle apparecchiature (molto complesse e delicate). Tutt’oggi una delle misure più importanti da adottare rimane il backup dei dati. Le minacce sono cambiate soprattutto da quando c’è stata la diffusione dei personal computer  (da metà degli anni Ottanta) e sicuramente  sono aumentati con l’avvento di internet. In passato i rischi erano rappresentati solo da eventuali sabotaggi o più probabili guasti. Bisognava per questo fare i salvataggi, che avvenivano su nastri magnetici portati poi all’esterno. Oggi il pericolo sono i malware, ma anche attacchi condotti da hacker che entrano nei sistemi e causano danni gravissimi. Fatti che accadono anche nella provincia di Cuneo: lo scorso anno addirittura cinque nella stessa settimana».
Ma perchè è così difficile proteggere i dati?
«Non c’è consapevolezza dei pericoli che si corrono. E anche  utenti smaliziati possono avere problemi, perchè gli attacchi informatici di oggi sono volti a “ricavare denaro” e si evolvono in continuazione, toccando anche gli smartphone, in cui spesso sono custoditi dati sensibili che possono essere catturati». 
Quali sono?
«I più conosciuti, ma anche i più facili da contrastare, sono i virus, che si possono bloccare con l’utilizzo di un semplice antivirus. Ma i pericoli veri sono altri e coinvolgono sia i PC che gli smartphone, su qualunque piattaforma di sistema operativo (Microsoft, Apple, ecc.). Dato che molti di questi “malware” sfruttano vulnerabilità dei sistemi operativi è importante fare mantenere aggiornati i nostri sistemi. Tra i malware i più diffusi sono i “cavalli di troia”. Tutto per raccogliere dati e informazioni di navigazione e permettere all’hacker di perpetrare azioni malevoli, per esempio di “mettersi in mezzo” e chiedere alle aziende prese di mira con una falsa comunicazione, identica a quelle usate abitualmente, prima di cambiare il luogo di consegna di una spedizione, poi  la destinazione del pagamento. Senza contare il furto di identità, di cui non ce ne accorgiamo sino a quando il danno è fatto».
Quali misure attuare?
«Per le aziende, con appropriati strumenti di monitoraggio che segnalino movimenti sospetti. Per  tutti utilizzare sistemi di difesa, antivirus, antimalware, firewall, e soprattutto facendo il backup, garantendo che il dati siano presenti su tre supporti distinti: il primo per i dati in esercizio, il secondo e il terzo su supporti esterni, di cui uno da tenere in un’altra sede».
Altra utile pratica è quella di sostituire periodicamente le password, che utilizzino forme complesse di almeno otto caratteri e contemplino lettere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali».
Un incontro che ha sollevato interesse e provocato parecchie domande, tutte pienamente soddisfatte. Quindi la consegna del guidoncino del Club e l’applauso finale, per l’interesse nel trattare un argomento che coinvolge – ahimè – tutti senza distinzione.
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