Addio a Silvio Viberti, impareggiabile ricercatore della lingua piemontese

987
Aveva compiuto 88 anni. Silvio Viberti nell'immagine che ha sempre accompagnato i suoi scritti sul “Corriere”

Addio a Silvio Viberti. Insegnante e ricercatore della lingua e delle tradizioni della sua La Morra e di tutta l’area delle colline albesi, classe 1930 aveva compiuto il 29 gennaio scorso 88 anni. E’ spirato alla casa di riposo di Govone dove era ospite dalla scorsa estate. A lungo è stato collaboratore del “Corriere”, sulle pagine del settimanale ha tenuto una rubrica di letteratura, poesia e teatro in piemontese.

Laureato in Lettere e Filosofia, Silvio Viberti ha insegnato alla Scuola Enologica di Alba. Parallelamente all’attività didattica ha sempre portato avanti quella di studio, recupero e divulgazione di lingua, usanze, quotidianità del recente passato nelle nostre terre. Un impegno che lo ha portato a scrivere diversi libri. Per il Centro studi Piemontesi aveva anche stampato un testo teatrale, il dramma in tre atti “J Isiràri” (Gli usurai). Per Arvangia con Angelo Manzone ha firmato “Scarvagne” (sberleffi). L’opera forse più nota che ha lasciato, scritta insieme a Primo Culasso e illustrata da Antonio Buccolo, è “Rastlèire”: un vocabolario del dialetto, o meglio dei dialetti siccome cambiano spesso anche spostandosi da una frazione all’altra dello stesso comune, del piemontese che si parla tra Alba, Bra, Langhe e Roero.

«Abbiamo iniziato il lavoro di ricerca affascinati da espressioni dialettali di una tale efficacia che le cosiddette lingue ufficiali ben difficilmente riescono a raggiungere. Se la nostra opera ha tentato un recupero di vocaboli in via di estinzione, deve essere tuttavia intesa come un inizio, un imput per coloro che credono nella vitalità e nella ricchezza espressiva del nostro linguaggio a continuare il lavoro intrapreso» – aveva scritto presentando il testo con Culasso. Lo scorso autunno una copia di “Rastlèire” era stata donata insieme a un tartufo a papa Francesco da una delegazione albese guidata dal sindaco Maurizio Marello. Il libro nel 2014 aveva anche ottenuto il riconoscimento dedicato alla Saggistica piemontese al prestigioso Premio Cesare Pavese a S. Stefano Belbo.

Il rosario sarà recitato domani, martedì 10 aprile, alle ore 20.30. Funerali mercoledì 11 alle 15 al santuario della Moretta ad Alba.

Dal “Corriere“ un pensiero ammirato e grato al prof. Viberti che con la squisita cortesia che lo caratterizzava, a lungo ci ha onorati della sua firma sul giornale. Le condoglianze della direzione e della redazione giungano ai parenti, ai figli Mario, Silvana e Roberto, agli affezionati nipoti e agli amici per questa insostituibile perdita per la nostra cultura.

(vedi manifesto di lutto)