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Ad Alba il PMI day: gli imprenditori a tu per tu con 400 studenti

Gli imprenditori della Granda si sono raccontati agli studenti nel corso del PMI DAY, la Giornata Nazionale delle Piccole e media Imprese promossa dalla Piccola Industria di Confindustria con l’obiettivo di far conoscere alle nuove generazioni il mondo dell’impresa. Inserito nel calendario di eventi di Alba Capitale della Cultura d’Impresa 2021, l’appuntamento quest’anno è stato ospitato al Pala Alba Capitale, dove erano presenti circa 150 studenti di scuole superiori albesi (IIS “Cillario Ferrero, IIS “Einaudi”, IIS “Govone”, Liceo Scientifico “Cocito”), più altri 240 di diverse zone della Granda e non solo in collegamento streaming (IIS “Cillario ferrero sede di Cortemilia, IIS “Umberto I° di Alba, IIS “GrNDIS” DI Cuneo, IIS “Giolitti Bellisario” di Mondovì, IIS “Maiorana” di Moncalieri). La giornata è stata aperta da un collegamento con Bergamo, città che ha pagato un prezzo altissimo al Covid, dove il presidente della Piccola Industria Carlo Robiglio ha ricordato le vittime dell’epidemia.

Quindi il via ai lavori albesi, introdotti dal direttore generale di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio, che dopo aver spiegato agli studenti com’è organizzata la famiglia di Confindustria Cuneo, ha aggiunto: «Le piccole e medie imprese rappresentano il 90% delle aziende associate a Confindustria: ricoprono un ruolo fondamentale nel tessuto economico italiano, specialmente nel nostro territorio, dove sono numerosissime. Con questa giornata, vogliamo celebrare queste realtà così importanti, valorizzandole e raccontando a voi, che rappresentate il futuro, cosa significhi fare impresa». «Le piccole e medie e imprese sono un patrimonio importante per il nostro Paese», ha confermato il presidente della Piccola Industria di Confindustria Cuneo Alberto Biraghi. «Vogliamo continuare a fare cultura d’impresa, rafforzando il ruolo di queste realtà a favore della comunità. Ai giovani desideriamo parlare di sostenibilità, il tema di questa edizione del PMI DAY, ma anche di comunicazione, digitalizzazione, eccellenza, capitale umano, internazionalizzazione e del ruolo della donna, tutti elementi fondamentali che caratterizzano le piccole e medie imprese».

Sul palco di Alba Capitale, i temi sono stati affrontati da sette imprenditori del territorio, con presentazioni brevi e dirette, secondo il modello Ted. Il primo ad intervenire è stato Edoardo Benassi (Benassi Guarene), che ha parlato di sostenibilità: «Anche se ci dipingono in maniera diversa, sul riciclo di materiali noi italiani siamo molto avanti rispetto al livello europeo e mondiale. La sostenibilità oggi è un tema fondamentale in ogni settore, che sta avendo un’evoluzione velocissima. Da un’economia lineare, basata sulla produzione e sulla distruzione del materiale inutilizzato, siamo passati ad un’economia circolare, che riutilizza gli scarti. Il prossimo passo deve portarci ad avere una progettazione sostenibile del bene, che renda il materiale riciclato ancora migliore e con una vita sempre più lunga. E a voi, imprenditori di domani, dico: non guardate solo all’utile, ma chiedetevi anche come migliorare l’azienda nell’ottica della sostenibilità».

Annalisa Pastore (Bipaled di Bra) si è focalizzata sul ruolo della donna nella nostra società, partendo dalla sua esperienza e fornendo alcuni numeri: «In Italia solo una azienda su 5 è guidata da donne, che ricoprono appena il 9% delle posizioni di top management. Tra le 500 aziende più importanti a livello mondiale indicate dalla rivista Fortune, solamente 33 hanno una donna al comando, e la situazione non migliora se si allarga la prospettiva ad altri ambiti: i rettori di sesso femminile in Italia sono 6 su 84, i leader di Paesi democratici 20 su 6200, i primari di ospedale uno su tre. La mia è un’azienda a conduzione familiare: quando ho cominciato, ho constatato che la sfida più grande da vincere è la diffidenza, io ci ho messo quasi un anno per acquisire credibilità agli occhi dei tecnici con cui mi confrontavo. Cosa mi auguro per il futuro? Che il mercato del lavoro diventi libero da pregiudizi, l’economia più inclusiva e che ci siano interventi che riguardino l’estensione del congedo di paternità che portino ad una divisione più equa del tempo».

Dell’importanza della comunicazione e della pubblicità ha parlato Beppe Incarbona (Ironika di Marene), aiutandosi anche con clip di film o pubblicità: «Tutti siamo comunicatori esperti, ma bisogna ricordarselo. Anche l’imprenditore troppo spesso se ne dimentica. La comunicazione è indispensabile, lo è sempre stato ed oggi lo è ancora di più, ma serve una strategia che analizzi la propria attività, il contesto territoriale, l’ambiente, la concorrenza. Esistono diversi modi di comunicare qualcosa: alla massa, oppure ad una clientela fidelizzata, c’è la comunicazione istituzionale, quella finanziaria, quella sociale. L’importante, in un periodo in cui tutti siamo subissati di informazioni che ci arrivano in pochissimo tempo, è riuscire ad essere originali e sintetici, saper dire la verità, ma nel modo giusto, ed essere coerenti. E se mai fonderete un’azienda, pensate bene al nome, può essere decisivo».

Il tema della digitalizzazione è stato trattato da Giorgio Proglio (Zeta Bi di Alba): «Alla vostra età io avevo il chiodo fisso della tecnologia, sono stato il primo nella mia classe ad avere un computer, ero affascinato da un mondo che mi ha portato a fare scelte importanti, diverse da quelle che mi aspettavo. Oggi invece siamo tutti dentro il digitale, parte di un meccanismo. Se visto nella maniera giusta, è qualcosa di positivo, che con il Covid ha avuto una incredibile accelerazione: fino a due anni fa nessuno di noi faceva videoconferenze e non sapevamo neanche cosa fosse la Dad. Oggi è importante essere digitali: le aziende ne hanno bisogno, ma ancora non tutte sono pronte. Per questo hanno bisogno della freschezza e dell’originalità delle idee che potete portare voi giovani, che siete il nostro futuro».

Alberto Ribezzo ( Antica Dispensa ) è intervenuto sull’ eccellenza e sulla passione, le molle fondamentali per chi voglia fare l’imprenditore, prendendo le mosse dalla esperienza in Confindustria che lo ha visto Presidente dei Giovani Imprenditori e che lo ha arricchito umanamente e professionalmente: « Il sogno di ogni  imprenditore è essere eccellente: nel prodotto che vuole migliorare sempre, nel rapporto con i collaboratori» ha concluso con un invito alla platea di giovani studenti: In voi nutriamo grandi aspettative, voi siete l’eccellenza del domani, in azienda».

Matteo Rossi Sebaste ( Golosità dal 1885 Srl), che ha raccolto l’eredità di Alberto Ribezzo, alla guida dei Giovani Industriali, si è soffermato  sul valore del capitale umano, che è il fattore di successo delle imprese « Voi siete il capitale umano delle Pmi del futuro. Le  aziende sono fatte di persone ed è compito dell’imprenditore saperle valorizzare. Il welfare è innanzi tutto questo: non vuol dire solo offrire un servizio, ma dare ascolto e prendersi cura dei propri collaboratori» ripercorrendo in parte la storia dell’azienda di famiglia, in cui prima ancora che fosse coniato il termine “ welfare” vi era già l’attenzione ai collaboratori negli anni ’50 , ha ribadito quanto sia fondamentale scegliere un percorso lavorativo non in base allo stipendio, ma che offra la possibilità di  essere e dare valore aggiunto.

A chiudere gli interventi, parlando di internazionalizzazione, Nicoletta Trucco ( Torrefazione Caffè Excelsior ) che ha ricordato gli episodi che l’hanno portata a scegliere di portare avanti l’azienda di famiglia insieme alla sorella Roberta. La passione e l’entusiasmo del padre l’hanno coinvolta fin da ragazzina, in giro per l’Europa sui mercati più importanti per esportare il caffè.

« Fin dagli anni ‘90 ho capito l’importanza di guardare oltre confine e lavorare con una strategia che abbia uno sguardo internazionale. Il modello delle Pmi è vincente: grazie alla velocità con cui sanno adattarsi al cambiamento, insieme al vantaggio competitivo di portare il Made in Italy nel mondo. Il consiglio alle nuove generazioni?  Per chi di voi farà l’imprenditore, non ci si può improvvisare, bisogna arrivare preparati al mondo del lavoro con una strategia: studiare  le lingue, i mercati, conoscere le abitudini dei clienti a cui vi rivolgete, capire se il vostro prodotto può essere competitivo. Siate sempre consapevoli che qualsiasi sia il percorso lavorativo che sceglierete, il valore più importante siete voi ».

 

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