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Acqua, verso la gestione pubblica: in corso i contatti tra la Provincia e i sindaci

A 10 anni dal referendum che determinò che l’acqua fosse un bene alieno da ogni forma di speculazione, la transizione verso una gestione totalmente pubblica è ancora incompiuta. L’argomento tocca anche la nostra città dove, sulla base delle delibere dell’Autorità d’Ambito, sarà CoGeSi (Consorzio Gestore Servizi Idrici) a subentrare a Tecnoedil nella gestione del ciclo idrico. Abbiamo fatto il punto della situazione con il presidente di CoGeSi, l’avvocato braidese Emanuele Di Caro. «A partire da marzo e preso atto del pronunciamento del Tribunale dell’Acqua avverso ai ricorsi contro le deliberazioni Ato, ha iniziato a preparare la fase di subentro ai gestori pubblici e misti. Il primo passo è stato il subentro nei Comuni “ex Ireti” senza difficoltà». Quando si parla di difficoltà parliamo del “valore residuo”? «L’entità del valore residuo viene indicata sulla base degli investimenti messi a bilancio dai gestori.

Nel caso di gestioni miste pubblico privato la situazione è più complicata. Nel caso di Tecnoedil siamo nell’ordine di 53 milioni che andranno restituiti a fronte degli investimenti già preventivati. Stiamo trattando con le banche per acquisire le risorse necessarie e siamo a buon punto». Per quale motivo, però, il cerchio non si chiude? «E’ solo questione di tempo. Abbiamo rallentato perché sono in corso incontri politici tra il presidente della Provincia e alcuni sindaci per valutare la possibilità che Tecnoedil possa avere parte, occupandosi di manutenzione, nella prima fase della transizione per consentire a CoGeSi un subentro più sereno. I conteggi sono stati fatti dall’Ato, dalle banche “per sicurezza” dovremmo ottenere più del richiesto, manca poco a chiudere il cerchio. Non si vogliono fare passi falsi perché parliamo di soldi di tutti noi. A fine anno subentreremo a Mondo Acque e poi dovremmo chiudere per Tecnoedil».

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