Accuse e difesa di Sandri sulle lettere «istituzionali» della sua campagna elettorale

Accuse e difesa di Sandri sulle lettere «istituzionali» della sua campagna elettorale

«Una bassezza attaccarmi in questo modo, con tutti i problemi che ci sono in Italia». Così il sindaco di Monteu Roero Michele Sandri, anche candidato al Consiglio regionale del Piemonte per Fratelli d’Italia, ha ricusato ieri le accuse mosse nei confronti della sua campagna elettorale. Ne dà conto un articolo di Lorenzo Boratto su “La Stampa” di oggi.

Il “caso” da qualche giorno teneva banco sui social network ed è stato oggetto d’intervento della parlamentare cuneese del Pd Chiara Gribaudo oltre che di Roberto Colombero, primo cittadino uscente e non ricandidato di Canosio. Quest’ultimo ha chiesto esplicitamente se sia «tutto legale» agire come avrebbe fatto Sandri: che a suo dire si è fatto pubblicità a spese del Comune, dei contribuenti. Racconta infatti l’articolo che dal Municipio di Monteu sono partite su carta intestata e con annullo postale degli Enti pubblici delle buste contenenti un “santino” a favore del candidato presidente del centrodestra Alberto Cirio e una lettera con lo stemma comunale. In essa Sandri segnala ai colleghi di essere in lizza per Palazzo Lascaris e offre la sua «collaborazione in caso di elezione» per i problemi del territorio.

Sdegnata l’on. Gribaudo: «In Piemonte la destra usa le posizioni istituzionali per fare propaganda, così a pagare sono tutti i cittadini. Vergogna!». E Colombero, che è anche presidente dell’Unione Montana Valle Maira, ironizza: «Devo dire che il collega sindaco di Monteu Roero, Sandri, candidato per i sovranisti di Fratelli d’Italia, ha davvero coraggio».

Sandri ha replicato dichiarando di aver «pagato di tasca mia circa 350 euro» per quelle lettere criticate. Riguardo alla veste istituzionale della carta con lo stemma civico, sostiene di aver solo voluto che «la lettera non fosse scambiata per una bufala». Aggiunge di averne ricevute «tante altre simili in questi giorni, di tutti gli schieramenti» ma di non avere per questo sollevato polemiche o «sbandierato» sui social.

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