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Accade ad Alba: il povero generale Govone ridotto a ripostiglio

ALBA – Se la sua vita fu eroica e tragica, visto che si concluse a soli 46 anni con un suicidio, causato da anni di terribile ed ingeneroso mobbing da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito, anche ai giorni nostri il povero generale Giuseppe Govone non se la sta passando meglio. Il grande monumento equestre che lo ricordava, realizzato da Arturo Stagliano nel 1929 venne fuso per realizzare alcuni cannoni durante la seconda guerra mondiale. Nel 2004 grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, lo stesso monumento venne ricreato, partendo dallo stampo in gesso ancora custodito in municipio e collocato nel centro di piazza Savona. Nemmeno il tempo di sorridere e per il generale una nuova onta: con il rifacimento della piazza, il monumento venne spostato in una zona decentrata, senza troppo riguardo. Lì è rimasto fino ad oggi, in attesa che i nuovi lavori di restyling, previsti prossimamente, magari consiglino un nuovo spostamento o una sua rimozione definitiva, visto che evidentemente infastidisce il sempre più debordante schieramento di tavolini dei molti bar presenti.
Lui che è considerato un eroe nazionale, un grande condottiero che ha combattuto le tre guerre di indipendenza, che è stato agente segreto ed anche ministro della guerra, liberando Roma dallo Stato Pontificio e la Sicilia dal brigantaggio, si è ridotto ad essere guardiano di una altissima pila di sedie in ferro battuto, come fosse l’ultimo dei magazzinieri, in una città che ancora oggi ospita un Liceo classico a lui intitolato.

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Redazione Corriere

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