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Abbandono rifiuti, tolleranza zero: prevista l’installazione di apposite fototrappole lungo le sponde del Tanaro

Tra il pattume delle discariche abusive anche molto Eternit da smaltire correttamente

ALBA – Ci sono ancora troppe persone che utilizzano le sponde del Tanaro come luogo per abbandonare in modo abusivo ogni genere di rifiuti: materiali di risulta, vecchi elettrodomestici, suppellettili, oggetti in plastica e – purtroppo – anche manufatti in Eternit. Dell’argomento, data la sua valenza complessiva, si è occupato anche il recente Consiglio comunale con due interrogazioni, presentate da Elena Alessandria e Alberto Gatto, destinate all’assessore all’Ambiente Lorenzo Barbero. Oggetto d’interrogazione anche la presenza di d’insediamenti abusivi accertati nei pressi di strada Riondello e località Mogliasso. «Il problema – conferma l’assessore – è noto, non è venuto meno nonostante l’impegno messo in campo da più Amministrazioni e purtroppo è condiviso con numerosi Comuni che si trovano lungo l’asta del Tanaro. Ad esempio Neive, con la cui Amministrazione ci siamo confrontati sul problema e sulle misure per affrontarlo». L’evoluzione della situazione è stata oggetto di due sopralluoghi: uno da parte degli assessori Barbero e Reggio ed un secondo da parte della Polizia municipale e del Comandante Antonio Di Ciancia che hanno confermato la presenza di numerosi punti di abbandono rifiuti e gli insediamenti abusivi nei pressi e sotto i rilevati della tangenziale. «Dal punto di vista operativo – riprende Lorenzo Barbero – abbiamo preso atto che le barriere che erano state posizionate per ridurre il passaggio dei mezzi e quindi l’abbandono dei rifiuti non hanno dato i risultati attesi. Si trattava di un primo passo che ora sarà implementato con la chiusura a chiave delle sbarre, in modo che non possano essere superate, e la consegna delle chiavi solamente ai proprietari dei fondi agricoli per consentirne la coltivazione e gli interventi necessari.

E’ nostra intenzione dotare i varchi anche di telecamere di sicurezza per controllare gli accessi e ulteriormente disincentivare le azioni di abbandono abusivo. Nei punti più sensibili, infine, contiamo di installare delle fototrappole (sensibili al movimento) ben mimetizzate per scoprire i responsabili di sversamenti abusivi di rifiuti. Stiamo, infine, valutando la possibilità di inserire sbarre “anti automobile” in altre strade del lungo fiume per rendere ulteriormente più difficile l’accesso e il transito dei veicoli alle sponde del fiume pur garantendo il passaggio pedonale». Cosa può dirci degli insediamenti abusivi? «Anche questo è un problema che prosegue nel tempo. Un problema difficile da affrontare perché appartiene all’area di un disagio che presenta molti aspetti e variabili. Gli insediamenti sono noti e censiti. Intervenire è complesso, specialmente nella brutta stagione, e ogni intervento deve essere coordinato con più soggetti e servizi. Per concludere cito il caso – non certo per alleggerire la situazione, ma per dare conto delle difficoltà d’intervento in questi casi – di un insediamento che ospita una persone sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari».

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