A Vezza si lavora per la tutela del paesaggio Unesco

VEZZA D’ALBA – L’Unesco insegna. A partire da chi non rientra precisamente nei confini riconosciuti patrimonio dell’Umanità. Succede nel Roero, unito da un trattino alle Langhe nei Paesaggi vitivinicoli che sono entrati nell’Unesco da giugno 2014. Si fanno i primi passi per restituire alle colline vitate l’antica bellezza, liberandole da brutture fatte dall’uomo e talvolta incompiute. L’esempio lo dà Vezza d’Alba, a una manciata di chilometri da Alba, dove l’Amministrazione comunale guidata da Carla Bonino e la parrocchia hanno concordato la possibilità di intervenire su un edificio che deturpa il paesaggio in cima a Valmaggiore, le uniche colline del comune della Sinistra Tanaro inserite nella core-zone del primo dossier Unesco, poi bocciato e ripresentato un anno dopo restringendo l’area come Langhe-Roero e Monferrato.

Su questi bricchi, selvaggi come solo nel Roero sanno essere, spicca la collina di Madonna dei Boschi con il santuario, sacrario delle tombe della famiglia Roero dove nel sottotetto è conservato l’affresco “L’Annunciazione”. Ma ciò che stona vistosamente nel “quadro” è l’edificio incompiuto coll24ocato sul lato sud-est, visibile anche da chi giunge da Alba percorrendo la strada ex statale 29. È di proprietà della parrocchia di Vezza: il parrocco don Giuseppe Cappello ha accolto la richiesta del Comune di valutare diverse ipotesi di intervento, tra cui è prevalsa la decisione di abbattere l’intero fabbricato. L’ufficio tecnico del Comune, con la collaborazione dello studio tecnico dell’architetto Silvano Picollo e del geometra della parrocchia Andrea Careglio, ha predisposto tutta la documentazione necessaria per l’abbattimento.