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A settembre, in Piemonte, trasporto scolastico a rischio se non si elimina il distanziamento a bordo

La Regione Piemonte non è nelle condizioni di eliminare il distanziamento a bordo dei mezzi pubblici come previsto dall’ultima ordinanza del ministro della Salute.

Ad affermarlo è l’assessore ai Trasporti, che aggiunge che la Regione si farà sentire presso il Governo affinché la situazione venga sanata ed evitare così che migliaia di utenti non possano svolgere la loro attività lavorativa o raggiungere i posti di vacanza.

L’assessore considera il percorso del Governo sul distanziamento quantomeno equivoco: la Regione ha avuto la possibilità di eliminare il distanziamento a bordo dei treni regionali e vi ha provveduto dal 10 luglio a seguito di una valutazione del quadro sanitario con i propri esperti tecnico scientifici, sabato scorso il quadro è cambiato drasticamente, poiché l’ordinanza del ministro dice sostanzialmente che coloro che vogliono eliminare il distanziamento devono chiedere il parere del Comitato tecnico-scientifico nazionale non solo per l’alta velocità. La Regione Piemonte ha perciò chiesto un parere alla propria Avvocatura, che ha confermato che l’ordinanza esclude la possibilità di derogare il distanziamento a bordo senza il parere del Comitato tecnico-scientifico nazionale.

Nelle ultime ore le dichiarazioni del ministro dei Trasporti sulla possibilità di stringere o allargare le misure di sicurezza sulla base dei criteri valutati con il monitoraggio epidemiologico regionale hanno ulteriormente preoccupato la Regione. Si rende infatti necessario in questo momento un atto di pari livello del Ministero dei Trasporti, che esprima in maniera chiara quali misure adottare sui trasporti pubblici locali.

Giovedì il Piemonte chiederà alla Conferenza delle Regioni di prendere una posizione netta nei confronti del Governo, in modo da fare chiarezza sulla situazione e non lasciare i cittadini in balia di notizie e comunicati stampa dell’ultimo momento.

Infine, l’assessore pone sul tavolo di discussione il fatto che se a settembre non si avrà la possibilità di fare il pieno carico dei mezzi, il trasporto pubblico scolastico non potrà essere garantito.

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Redazione Corriere

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