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A Prunetto inaugurato il Museo del mulo

300 Penne nere hanno sfilato per l’occasione

Trecento penne nere hanno sfilato domenica a Prunetto per l’inaugurazione del Museo del mulo delle truppe alpine allestito nel castello medioevale di Prunetto. Numerose Autorità civili e militari sono intervenute alla cerimonia. Presenti le Sezioni Ana di Mondovì – Ceva – Cuneo – Saluzzo e Asti, la Brigata Taurinense e il generale Luigi Manfredi, Comandante del 4° Corpo d’Armata Alpino quando furono dismessi gli ultimi muli. Si tratta dell’unica raccolta completa esistente dei ferri e delle attrezzature che furono in dotazione alle salmerie dei reparti alpini e alle batterie dei reparti dell’artiglieria da montagna nel secondo dopoguerra fino al 1991, anno in cui il Ministero della Difesa stabilì la graduale dismissione dei muli, inseparabili compagni dei soldati. La collezione, recuperata dal materiale dichiarato fuori uso, fu donata dal 4° Corpo d’Armata Alpino e collocata nelle sale del maniero.

Il progetto è stato realizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con il gruppo alpini locale, appartenente alla Sezione Ana di Mondovì, e con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Soddisfatto il sindaco Luigi Costa: «Ringrazio chi era presente all’inaugurazione del Museo, in particolare il sindaco di Cortemilia e presidente dell’Unione montana Alta Langa Roberto Bodrito, il consigliere provinciale Annamaria Molinari, il rappresentante della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo Massimo Gula e le tante sezioni Ana intervenute.

Il museo del mulo che oggi ci apprestiamo ad inaugurare è nato anni fa con la collaborazione di enti e persone che desidero oggi espressamente ringraziare prima di tutti il comando del IV corpo d’armata Alpino allora comandato dal generale Luigi Manfredi per aver donato gli oggetti che oggi ne costituiscono la collezione. Aggiungo un sincero grazie al gruppo alpini di Prunetto per la realizzazione pratica e la costante opera di manutenzione del museo, per aver organizzato la visita guidata e un grazie altresì alla Fondazione Crc per il generoso contributo che ci ha concesso e un grazie infine sincero e caloroso va al generale Luigi Manfredi perché senza di lui non avremmo potuto realizzare non solo queste giornata ma anche questo museo».

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