A Pocapaglia e Santa Vittoria un progetto per gli studenti per la valorizzazione degli archivi storici

Il progetto sperimentato con successo, tre anni or sono a Vezza d’Alba, grazie al sindaco Carla Bonino e al direttore didattico Luisa Rivetti, con la collaborazione della ricercatrice storica Cristina Quaranta, prosegue il suo cammino e approda in questo nuovo anno scolastico nei comuni di Santa Vittoria d’Alba e Pocapaglia col sostegno dei loro Sindaci Giacomo Bardellino e Antonio Riorda.

L’intento è di beneficiare degli Archivi storici sviluppando progetti che li rendano “vivi” e portando alla luce tutto ciò che viene ritenuto “semplicemente quotidiano” per essere utilizzato in pubblicazioni storiche ove appaiono gli accadimenti fondamentali della storia del luogo.

Abbiamo così considerato di gran interesse il coinvolgimento degli studenti delle scuole secondarie di primo grado dando loro l’opportunità di comprendere l’importanza della tutela dei documenti relativi al luogo dove vivono. Conoscere a fondo antichi testi,  vedere il proprio paese proiettato nel passato e inserirlo negli accadimenti dei loro libri di testo, permetterà di conoscere meglio il luogo dove crescono e dove sono cresciuti i loro avi.

È un’occasione per gli studenti stranieri di apprendere notizie sul territorio.

Si inizia con la visione dei documenti attraverso i sensi: il tatto della carta pecora e quella comune, l’uso dell’inchiostro o della sabbia “assorbente” e l’analisi del modus scribendi dei Segretari di comunità; l’olfatto si impegnerà nel trovare quel profumo della carta che invecchia.

Un’esperienza singolare per i nostri giovani studenti accompagnati in questo percorso dai loro professori Giardina, Scagliotti e Vannucchi grazie anche al loro direttore didattico dott. Livia Pedretti.

Nulla di meglio dunque avvicinarsi alla storia tramite un vero documento da analizzare e da contestualizzare con la Storia italiana; parallelismi, accadimenti che si intrecceranno nel loro cammino di studio nella materia scolastica.

I ragazzi studiando il documento prenderanno coscienza del modus vivendi degli abitanti, delle guerre che hanno attraversato i luoghi famigliari oggi così cambiati, dei problemi della comunità in quei tempi difficili che hanno attraversato il Seicento e gran parte del Settecento, si conosceranno le birbe, i banditi, ladri di polli e rissosi d’osteria e molte altre storie scaturiranno dall’Archivio che non si potrà assolutamente dire “polveroso”.

Per le classi terze dove il programma scolastico prevede la comprensione del Novecento si prevede l’apprendimento delle leggende della  collina dei “Milleocchi”, ricordando Euclide Milano e gli articoli de’ LA STAMPA usciti nei primi decenni del secolo scorso.

Restiamo dunque in attesa degli elaborati dei ragazzi che dovranno cimentarsi in veste di “ricercatori in erba” e delle loro considerazione nel trovarsi a tu per tu con la Storia.

Cristina Destefanis Quaranta