LANGA DEL BAROLOMonforte d'AlbaLANGHECRONACA

A due anni di distanza dall’omicidio di Monforte, pochi gli interventi sulla sicurezza stradale

Era il 25 settembre 2020 quando l’autista di un suv disattento uccideva una ciclista e travolgeva altri 4 turisti in piazza a Monforte. La giustizia ha fatto il suo corso e l’automobilista ha patteggiato una condanna a 3 anni.

Ma dopo le raccolte di firme dei cittadini, l’attivazione delle associazioni Legambiente e FIAB Alba, l’intervento del Presidente dell’Unione di Comuni Roberto Passone che ha commissionato uno studio molto operativo per la moderazione del traffico nei nostri paesi…

Possiamo dire che il caso non è risolto.

Lo studio commissionato non è stato presentato pubblicamente e ci pare di capire che alcuni tecnici della Provincia abbiano una visione della mobilità un po’ troppo anni 60 delle strade (“fluidificazione del traffico”, non intralciare gli automobilisti, non mettiamo in sicurezza i pedoni ed i ciclisti con corsie ciclabili, isole salvagente, segnaletica).

Molti sindaci non sono intervenuti per nulla, sostenendo che il problema delle strade non sia poi cosi grave, alla fine non muoiono tante persone e che il problema sono i ciclisti, troppi e indisciplinati.

Alcuni sindaci hanno fatto qualche intervento all’acqua di rose, per non disturbare gli automobilisti: qualche cartello lampeggiante che invita a rallentare, qualche finto autovelox, qualche dosso di gomma, qualche pittogramma per terra.

E quel che è peggio è che i nuovi interventi di costruzione e manutenzione delle strade non prendono in considerazione le nuove linee guida che mettono al centro i pedoni ed i ciclisti: la nuova rotonda di Monchiero, le sistemazioni stradali a seguito dei lavori per la fibra, i marciapiedi, le asfaltature.

Crediamo non sia sufficiente fare qualcosa solo quando muore qualcuno, ma si debba iniziare a pensare alla mobilità nell’ottica della sicurezza e della sostenibilità.

Chiediamo con forza che i bambini, i ragazzi, i cittadini ed i turisti si possano spostare in sicurezza nelle Langhe anche se non possono o non vogliono usare un’auto, e in particolare:

 

  1. che lo Studio Commissionato dall’Unione dei Comuni della Langa del Barolo sia presentato e messo in pratica
  2. che sia realizzato a brevissimo un percorso che consenta ai cittadini ed ai turisti di raggiungere Alba in bici in sicurezza dai Comuni dell’Unione (oggi si arriva fino al Gallo e poi?),
  3. che si ponga un limite al passaggio di centinaia di TIR tra le colline delle Langhe (rumore, inquinamento, pericolo, strade dissestate)
  4. che si innovi il servizio di trasporto pubblico antiquato, con le sue frequenze di 4 ore, incertezza su orari e passaggi, impossibilità di acquistare i biglietti nei paesi.

In ultimo invitiamo i nostri Sindaci a fare una gita di qualche centinaio di km per visitare i paesi da cui provengono i numerosi turisti delle Langhe: Svizzera, Austria, Germania, Olanda. Paesi in cui una mobilità come la nostra suona talmente arretrata e pericolosa da sembrare inconcepibile.

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