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A Cuneo la XXXIVesima edizione dei concerti organistici, quattro appuntamenti da non perdere

Al via  il Cuneo Organ Festival, la 34esima Edizione dei Concerti Organistici che anche quest’anno incontra la francese Route Royale des Orgues. Un progetto di “Itinerari in  Musica” in collaborazione con “L’Accademia Corale Stefano Tempia”, “Organalia”,  “SoloClassica Channel”, “Elegia Classics” e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e del Comune di Cuneo.  La direzione artistica è curata, come di consueto, da Luca Benedicti. Le note di sala sono di Danilo Karim Kaddouri.

I quattro concerti previsti si terranno tutti a Cuneo,  alle 21, con ingresso gratuito, e partiranno il 29 settembre presso la cattedrale di Santa Maria del Bosco, in via Roma, con  Jean-Christophe  Geiser e il concerto “Suggestioni e Colori del Barocco al Primo 900”.  L’8 ottobre, sempre alla cattedrale, l’Accademia Corale Stefano Tempia di Torino  presenterà “Sacre Suggestioni per coro e organo” . Luigi Cociglio direttore e Luca Benedicti all’organo. Il 15 ottobre , alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù di corso Nizza, Andrea Albertin proporrà “Caleidoscopi Sonori nell’Impressionismo Europeo”. Chiusura il 22 ottobre, alla cattedrale, con Lucas Pohle (D) e il concerto dal titolo “Bach Memento”.

Nota di sala del 29 settembre

Il 29 settembre presso la cattedrale di Santa Maria del Bosco, in via Roma, a Cuneo, alle 21, Jean-Christophe  Geiser  aprirà  il Cuneo Organ Festival, la 34esima Edizione dei Concerti Organistici che anche quest’anno incontra la francese Route Royale des Orgues,  con il concerto “Suggestioni e Colori del Barocco al Primo 900”.

Il genere del preludio e fuga raggiunge il suo massimo splendore nell’opera di Johann Sebastian Bach. L’impostazione di massima di questo genere strumentale prevede il contrasto tra un preludio, dal carattere improvvisativo e libero da una concezione formale severa, e una fuga, caratterizzata invece da un particolare rigore costruttivo. Il preludio e fuga in mi minore BWV548 rappresenta un’evoluzione del genere appena descritto, in quanto le due metà che lo costituiscono non sono concepite come compartimenti stagni ma come due organismi in osmosi l’uno con l’altro. Così, la solidità dell’impianto architettonico caratteristica della fuga investe in pieno anche il preludio, rendendolo uno degli esemplari più complessi del suo genere. La fuga, a sua volta, è rimarchevole per l’inserzione di sezioni dal carattere toccatistico che ne stemperano la severità di costruzione oltre che per l’adozione di un soggetto molto singolare, caratterizzato dall’incedere cromatico e a linea spezzata che si apre a cuneo a partire dalla tonica. Per la grandezza della concezione formale, il preludio e fuga in mi minore è stato talvolta descritto come una sinfonia in due movimenti per organo. Naturalmente il termine sinfonia non deve essere inteso nella sua accezione classica. In ogni caso, apparirà chiaro anche all’ascoltatore meno esperto che ci troviamo di fronte a uno dei più maestosi monumenti che Johann Sebastian Bach abbia eretto alla sua Arte.  Le due valve di cui si compone il preludio e fuga in mi minore saranno intramezzate dall’esecuzione del Preludio al corale “Erbarme Dich mein, o Herre Gott” (“Signore Iddio, abbi pietà di me”) BWV721. Il genere dei preludi ai corali è tipico della tradizione luterana: si tratta di composizioni dal carattere libero che utilizzano, quale elemento generatore, una melodia di corale. Queste composizioni avevano anche una finalità di ordine pratico, perché servivano a preparare l’assemblea di fedeli a intonare il corale in questione.  Il genere del concerto grosso prevede la dialettica tra una piccola compagine di solisti (il concertino) e il resto dell’orchestra. Se l’invenzione del concerto grosso è tutta italiana, si deve all’opera di compositori come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel la sua diffusione al di fuori della penisola e la sua successiva evoluzione nel genere concertistico di accezione classica. L’interesse di Johann Sebastian Bach per l’opera dei suoi colleghi italiani impegnati in questo genere musicale, e, segnatamente, per quella di Antonio Vivaldi, è manifesta anche in questa elaborazione del Concerto in la minore op. 3 n. 8 dall’Estro Armonico. In questo caso specifico, Johann Sebastian Bach si muove lungo due direttrici solo apparentemente divergenti: da una parte quella della riduzione per strumento solo di un complesso organismo orchestrale, con i suoi dialoghi tra masse sonore, dall’altra quella dell’arricchimento dell’originale con spunti personali, che rende questa opera non una semplice trascrizione ma una vera e propria elaborazione in cui lo spirito dei due compositori si fonde in una nuova unità.

Louis Alfred Lefébure – Wély è un rappresentante della scuola organistica romantica francese. Spesso associato al costruttore di organi Cavaillé – Coll, di cui inaugurò numerosi strumenti, fu musicista rispettato e stimato dai suoi maggiori colleghi dell’epoca. La sua opera organistica oggi non è tuttavia molto frequentata. Questo Boléro de concert in sol minore op. 166, che può servire da congedo per il servizio liturgico, è testimone di un interesse tutto francese per la musica popolare spagnola.

Luois Vierne è uno dei più eminenti rappresentanti del romanticismo francese. Accanto a opere caratterizzate dalla grandiosità della concezione formale, come le sei Sinfonie per organo, il suo lascito annovera anche composizioni che assolvono al più umile, ma non meno significativo, scopo di fornire agli organisti alcuni pezzi da eseguire durante il servizio liturgico. È il caso dei Ventiquattro pezzi in stile libero op. 24, raccolta di brani che possono essere eseguiti durante l’offertorio e che sono caratterizzati da una moderata difficoltà esecutiva e dalla possibilità di essere eseguiti “manualiter” (ossia sugli organi sprovvisti di pedale o sull’harmonium).

Accanto ad alcune pagine tratte da questa raccolta, verrà eseguita una delle composizioni più note e idiomatiche di Vierne, il Carillon di Westminster, che sfrutta, quale materiale germinale, una variante dei suoni delle campane della Torre dell’orologio (Big Ben) del Palazzo di Westminster a Londra.

Programma:

Johann Sebastian Bach (1675-1750)

Preludio in mi minore BWV 548/1

Preludio-Corale “Erbarme Dich mein, O Herre Gott” BWV 721

Fuga in mi minore BWV 548/2

Concerto in la minore BWV 593

(Trascriz. del concerto Dall’Estro Armonico di A.Vivaldi op.3, n.8)

Allegro-Adagio-Allegro

 

  1. Alfred Lefébure-Wély (1817-1869)

Boléro de concert

 

Louis Vierne (1870-1937)

Dai “Pièces en style libre”:

Berceuse

Carillon

Prélude

Dai “Pièces de fantaisie”:

Carillon de Westminster

Per informazioni scrivere a soloclassica@gmail.com

CURRICULUM DI JEAN-CHRISTOPHE GEISER

La carriera musicale di Jean-Christophe Geiser è rapidissima poiché all’età di 26 anni è stato nominato nel 1991 organista titolare della Cattedrale di Losanna e, dal 1993, professore di organo presso la Haute Ecole de Musique de Lausanne.  È anche direttore artistico della Société des concerts de la Cathédrale, che organizza il più importante ciclo di recital d’organo in Svizzera.

È uno dei musicisti svizzeri più presenti sulla scena internazionale. Sta portando avanti una brillante carriera concertistica che lo ha già portato a tenere circa 900 recital in più di trenta paesi nei quattro continenti. Ha realizzato numerose registrazioni, in particolare per diverse radio svizzere, Deutschland Radio, Südwestfunk, Radio Russia, Bayerischer Rundfunk, e su disco per le etichette Vde-Gallo, Ifo-Verlag e Fnac-Musique, inclusa la prima versione dell’Arte di Bach Fuga per organo e pianoforte eseguita con Elisabeth Sombart e le Opere complete per e con Organo di Julien-François Zbinden.

Ha studiato all’Università delle Arti di Berna dove ha conseguito nel 1989 un diploma di pianoforte (classe di Otto Seger) e un diploma di solista con lode dalla giuria (classe di organo di Heinrich Gurtner). Ha vinto due volte il Premio della Fondazione Göhner, grazie al quale ha perfezionato le sue abilità a Parigi con François-Henri Houbart.  Ha studiato musicologia e giurisprudenza all’Università di Berna e ha conseguito l’esame di avvocato.

Ha concepito e progettato il nuovo organo Fisk della Cattedrale di Losanna, inaugurato nel dicembre 2003.

 

 

 

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