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    A Canale ritornerà il Palio dei Borghi? Sì, ma grazie all’aiuto di tutti!

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    A Canale il Palio dei Borghi potrebbe tornare, dopo alcuni anni di pausa: si tratterebbe di una possibile ripresa dopo l’ultima prolungata sosta, dettata da quei normali cicli “storici” che già in passato avevano portato ad un periodico incedere della kermesse, ogni volta dalle glorie del palco alla polvere degli album dei ricordi. Non era stata la pandemia a far dire “stop” alla serie di competizioni tra le contrade: il senso di stanchezza era già permeato, un po’ per carenza di persone, un po’ per quel senso di “sazietà sociale” già conosciuto dopo il boom degli Anni ’80 (era l’epoca dei carri allegorici) e poi dopo “l’altro” Palio riesumato nel 2003, e che era ben germogliato per diverso tempo, arricchendosi con esperienze quali il Gran Premio delle auto a pedali e il “Cantaborgo”.

     

    Infine, la scelta di sospendere tutto: in cerca di nuovi stimoli, che ora si stanno cercando di recuperare, a partire dalla riunione tenuta tra le mura della biblioteca. In cabina di regia, una coppia istituzionalmente inedita: il consigliere Domenico Sperone in rappresentanza dell’amministrazione civica, e Antonello Albanese quale delegato della rinnovata Pro loco. In platea, gli emissari dei borghi: non tutti, ancora, ma con l’augurio di poter procedere in seguito a pieni ranghi. E tra qualche “rieccoci qui” di capitani storici e le strette di mano di nuovi volti, si è tentato di riannodare i fili del Palio. E’ ancora da comprendere il “cosa” si farà: ciò che è certo è che, per ora, non si è ancora parlato di “macchinine”, ma l’idea di fondo è quella di non perdere tradizioni e sensi d’appartenenza. Lo slancio è buono: appoggiandosi anche a strutture come Base 190 per alcune discipline, e portandone altre in piazza. Non ancora la “pantalera”, però: il gioco sferistico che rappresentava uno dei simboli del Palio stesso, e che si disputava per strada, sotto il muro “del conte” tra via dell’Opera e via Mombirone. Le perplessità attuali sono legate, per qualche rione, all’effettiva possibilità di trovare abbastanza persone pronte a vestire i colori delle contrade ed entrare in competizione.

    E’ un segno dei tempi: per una Canale che ha il dovere di evitare la “spersonalizzazione”, di tornare ad uscire, conoscere, combattere il rischio di diventare un luogo abitato da tanta gente che, in realtà, non si conosce. Il Palio, probabilmente, servirebbe anche a questo: con una vera e propria chiamata alla partecipazione, al contatto con i Capitani stessi, per mettersi a disposizione anche solo per un paio delle serate estive in cui si svolgeranno le gare, prima della Fiera. Non sarà facile: e, al momento, è allo studio il “come fare” per richiamare attenzione. Saranno d’aiuto i social, senza dubbio: ma, soprattutto, la buona volontà. Il prossimo incontro tra le parti sarà lunedì 17 aprile, sempre alle 21 in biblioteca: potrebbe già essere una prima prova di coesione tra gli organizzatori e i rioni di San Vittore, Fiorito, Mombirone, San Michele, Madonna dei Cavalli, Valpone, Centro e San Bernardino, San Rocco e Santa Croce. Già, così si chiamano i borghi di Canale.

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