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    A Calosso una bella giornata dedicata alla Memoria

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    Una bella giornata dedicata alla memoria e al futuro e a quel legame forte tra il ricordo, la quotidianità e le prospettive che ciascuna persona e, soprattutto, ciascuna comunità deve avere guardando oltre il presente. E’ questo il senso delle iniziative che Calosso ha dedicato alla Resistenza, ai suoi martiri partigiani, alle sue colline che sono già esse stesse il segno tangibile delle connessioni tra memoria e rigenerazione.

     

    Domenica 23 aprile, a ridosso della festa della Liberazione infatti le Associazioni di Calosso (“Pro Loco” e gli ”Amici di Calosso”), il Comune del piccolo centro e la sezione ANPI di Costigliole d’Asti, hanno organizzato un pomeriggio intenso. Prima parte del programma dedicato alla camminata “resistente” verso il punto panoramico di Crevacuore, dove già, qualche anno fa è stata posta una targa a ricordo del partigiano costigliolese Corrado Bianco, morto proprio a ridosso del “bricco”e dove domenica è stata scoperta una targa a ricordo di Giuliano Soave “Furia”, partigiano di Calosso morto in battaglia a Perletto nei primi mesi del ’44 e dei partigiani calossesi. Una piccola ma intensa cerimonia con gli interventi del Vicesindaco Angelo Grasso che ha ricordato Giuliano e la sua famiglia tutta calossese, del Presidente della Pro Loco Mauro Ferro e di Adriano Daré degli “Amici di Calosso”  del presidente della sezione ANPI Gino Risso e del consigliere provinciale (e consigliere di minoranza del Comune di Asti) Mario Malandrone in rappresentanza, sia pure non ufficiale dell’Amministrazione Provinciale.

    Molti camminatori attenti e partecipi alla cerimonia in un luogo che pian piano sta diventando “il” luogo della memoria. Uno spazio per fermarsi a leggere un libro, per sostare in ascolto dei rumori forti della natura intorno e un luogo del ricordo dei giovani partigiani che, senza dotazioni particolari, ma con una idea precisa di libertà, divennero “i ribelli della montagna” e delle colline, con i loro nomi inventati a raccontarne il carattere, i sogni, le amicizie, la famiglia, gli amori della gioventù che andavano sacrificando. Padri della nostra democrazia.

    Dopo la camminata, alle 18, nel teatro comunale un pubblico numeroso ed attento ha assistito al monologo teatrale “L’ultima notte a Montefiorino”, scritto da Matteo Manfredini e portato in scena da Enrico Salimbeni, con le musiche dal vivo di Ezio Bonicelli e la regia di Jachinte Leclerc: un ricordo della Resistenza sulle colline e sulle montagne dell’Emilia ma anche la storia di un ragazzo che decide di raggiungere i partigiani diventando staffetta e comprendendo nei mesi della sua avventura partigiana il senso profondo di quelle lotte, la tensione alla libertà e alla democrazia.

    Gli organizzatori molto soddisfatti della giornata e della sua “varietà, promettono di farla diventare un appuntamento annuale, nel segno dei ricordi e ancor di più nel segno di una comunità di paese ma anche allargata, che “cammina” sulla strada di un futuro ancora tutto da scrivere.

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