CalossoTRA LANGHE E MONFERRATO

A Calosso l’ultimo Picnic al castello con i Simba che si incontrano per far festa

Calosso chiude il lungo programma di eventi estivi “Calosso c’è”, che ha offerto al pubblico due mesi ricchi di tanti appuntamenti che hanno compreso la musica, il teatro, l’enogastronomia e la valorizzazione dello splendido territorio di vigneti Unesco.

Domenica 22 agosto si svolge quindi l’ultimo appuntamento della stagione con gli immancabili “Picnic al castello” alle ore 12 e anche la rimpatriata dei “Simba”.

Stavolta il menu (15 euro) sarà preparato dalla instancabile Pro Loco: Involtini di peperoni freschi con crema di robiola, Insalata di pasta fredda, Carpione con petto di pollo, uova e zucchine, Dolce, con la possibilità di gustare i vini dei produttori di Calosso attraverso l’acquisto del calice (prenotare inviando un WhatsApp a Mauro 391.7252974, oppure a Clarina 349.8797639).

Viene anche proposta la visita guidata all’interno del castello, a cura degli stessi proprietari (5 euro a persona) su prenotazione al numero telefonico 339.5971315.

Una “Rimpatriata…” ma la patria, per un giorno, sarà immateriale, fatta di affetti, di ricordi, di malinconie, ma sì anche di malinconie leggere… Una rimpatriata per rivederci, in tanti a Calosso, nel parco del castello, non troppo dopo mezzogiorno…, per gustare un pranzo al sacco che non avrà certo il gusto dei panini con la bistecca impanata che preparavano le cuoche della baita per le passeggiate lunghe, ma la bontà certificata delle cuoche della Pro Loco di Calosso.

Poi chiacchiere, qualche risata, canti (qualche chitarra che compare dal nulla a richiamare una vecchia abitudine) e poi, in pomeriggio una messa sul campo (lo scenario del castello di Calosso che non assomiglia al cortile della baita, ma insomma…) celebrata dal Vescovo di Asti, Mons. Marco Prastaro per ricordare Don Pierino, Don Francesco, Don Vittorio, Don Bruno e tanti “Simba” che ci hanno lasciati sempre un pò più soli… anche in questi ultimi tempi. Primo fra tutti Don Pierino Monticone che aveva già a fine anni ‘60 lo sguardo lungo dei grandi e, insieme a lui, Don Francesco Cartello, Don Vittorio Croce, Don Bruno Valente e tanti “Simba” che non sono più con noi, ma sempre nei nostri cuori. Non possiamo perdere il gusto di ritrovarci per vedere come siamo diventati grandi …

Chi sono i “Simba”

Alla fine degli anni ’60 alcuni sacerdoti insieme a don Pierino Monticone, allora parroco di Calosso, diedero vita a una esperienza di vacanze estive in gruppo per i ragazzi di alcune parrocchie della Diocesi: Calosso, Mombercelli, Villanova, San Damiano e poi Vascagliana, Asti Santa Maria Nuova, Costigliole, Montemarzo, Agliano, Azzano, Castello d’Annone, San Martino Alfieri, Cisterna. Durante il primo dei due campeggi a Ceresole Reale, località Villa, don Giuseppe Bologna, allora missionario in Africa, diede a quelle esperienze di vacanza il nome di Simba (leone, in lingua swaili).

Quando il gruppo si trasferì a Rhemes Notre Dame in Valle d’Aosta, non furono più le tende ma una baita che da allora per moltissimi anni divenne la casa estiva, battezzata con il nome di Simba 2.

Da allora si continua a coltivare il piccolo mito dei “Simba”: ragazzi di diverse provenienze, un grande gruppo di sacerdoti (don Pierino Monticone, don Antonio e don Michelino Cherio, don Francesco Cartello, don Romano Serra per ricordare i “Padri fondatori” come proprio don Cartello amava definirli) e un progetto di amicizia, di valori cristiani, di formazione, di condivisione.

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