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A Bra già 17 profughi accolti e un appello: solidarietà in denaro

Sono già 17, informa il sindaco Gianni Fogliato, i profughi ucraini a Bra. Ospiti di famiglie che hanno messo a disposizione alloggi o parte della loro abitazione, vengono registrati alla Polizia locale che poi si occupa della segnalazione in Questura e all’Asl per la profilassi Covid e l’assistenza sanitaria. «I nostri uffici – prosegue Fogliato – si occupano dell’iter civilistico; chiediamo ai concittadini di avvisarci sempre, oltre a iscriversi sulla piattaforma della Regione». Coinvolte anche le Direzioni didattiche che si stanno organizzando per accogliere i minori a scuola. Sindacati e organizzazioni datoriali studiano iniziative per il lavoro. 

Alla Caritas, in parallelo è già stato raccolto «fin troppo» ma­teriale da spedire tramite il Sermig di Torino in Romania, a un’organizzazione religiosa operante al confine con l’Ucraina. Alimenti, medicinali, coperte, prodotti per l’igiene personale. La coordinatrice Claudia Alessandria: «Una solidarietà commovente, ma ci hanno chiesto di rallentare perché lo smistamento è complesso e costoso come gli invii. Meglio i contributi in denaro subito indirizzabili sul campo, dove arrivano le popolazioni che scappano dalla guerra».

 

Diverse collette aperte

Sono diverse le collette aperte, quella della Caritas “consigliata” dal Municipio usa il conto corrente IT 06 D 06085 30370 000000025420 della Banca di Asti. Fogliato: «Si stanno attivando anche le società sportive, siamo grati a tutti e al fianco di chi aiuta per le incombenze burocratiche». Per candidarsi a ospitare rifugiati scrivere ad accoglienza.ucraina@regione.piemonte.it; qui va inviata compilata la scheda del sito https://www.regionepiemonte.it/web.   

 

Aiuti anche ai 4 zampe

Aiuti anche ai rifugiati animali. Li raccoglie l’associazione “Amici di zampa” (telefono 335/­69.15.647), gestore di un gattile che collabora con l’Asl Cn2. I suoi volontari hanno lanciato un appello per donne e bambini in arrivo dall’Ucraina con animali domestici al seguito. «Serve cibo secco e umido, piccolo formato, per gatti e cani» – dicono dal sodalizio. Che fa notare come anche questo è sostegno a chi è fuggito dalle bombe lasciando i parenti uomini e spesso con l’unica consolazione del suo amico animale. 

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